MUZZIKA ! Novembre 2014 | Quinteto Astor, Mehmet Polat Trio, Renaud Garcia-Fons, Derya Türkan, Melike, Yasmine Hamdane, Amalia Rodrigues
MUZZIKA ! Novembre 2014 Stampa
Nadia Khouri-Dagher   

La Turchia e il Belgio – con l'etichetta Homerecords, che ci regala sempre delle belle sorprese – sono gli ospiti d'onore di questo mese. Si comincia con il tango argentino rivisitato da 5 musicisti belgi, il Quinteto Astor; Mehmet Polat Trio, o la fortunata intrusione della kora nella musica orientale; il duo formato dal contrabbasso di Renaud Garcia-Fons e il violino kementche di Derya Türkan; il gruppo turco-belga Melike, che aggiunge un tocco di jazz alle tradizioni cantate di Istanbul. E ancora il Libano di oggi con il pop-folk elettronico di Yasmine Hamdane; e il Portogallo di ieri con l'insostituibile Amalia Rodrigues. 


Il colpo di fulmine di Babelmed


MUZZIKA ! Novembre 2014 | Quinteto Astor, Mehmet Polat Trio, Renaud Garcia-Fons, Derya Türkan, Melike, Yasmine Hamdane, Amalia Rodrigues
QUINTETO ASTOR, En Bruselas, Homerecords (Belgio)

Il quintetto Astor è stato creato nel 2002 da 5 giovani studenti del prestigioso Conservatorio Royal d'Anvers, appassionati di tango. Marijn Goossens al pianoforte e alla composizione, Onan Van de Weyer alle chitarre acustica ed elettrica, Diter Janssens al bandoneòn e alla fisarmonica, e Liesbet Lambrecht al violino, presentano il terzo album del gruppo (il primo è uscito nel 2006), nel quale riprendono il tango in ciò che contiene di più “esplosivo, malinconico e passionale”, come dicono loro stessi.

Il quintetto suona proprie composizioni e riprende alcuni temi creati da Astor Piazzolla (1921-1992), come la malinconica “Adios Nonino”, omaggio in occasione della morte del nonno dell'artista. Ma il Quinteto ci fa scoprire anche altre stelle del tango i cui nomi sono meno familiari, ma che furono delle star in Argentina all'inizio del XX secolo: come Roberto Firpo (1884-1969), Horacio Salgan (1916), Vicente Greco (1886-1924) (Greco fu amico di Carlos Gardel, per cui compose alcune canzoni), Osvaldo Pugliese (1905-1995), o Mariano Mores (19918).

Nell'insieme, un disco dall'atmosfera deliziosamente “rétro”, con qualcosa in più che questi artisti belgi aggiungono, che gli consente di sdrammatizzare e conservare il sapore appassionato e focoso del tango, senza il suo lato triste, di mantenere lo spirito malinconico senza cadere nella tristezza più disperata, fino ad aggiungere in qualche caso, come nella chiusa del loro brano “Dos Chicas”, una nota di humour! Sono pur sempre belgi!

Per l'ascolto: http://homerecords.be/en/album-En_Bruselas-524.html

www.astor.be - www.homerecords.be

 



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MEHMET POLAT TRIO, Next Spring, Homerecords (Belgio)

La kora torna sempre più spesso come invitata in musiche di altri regioni del mondo... per la nostra gran gioia! Conosciamo e appreziamo già formazioni come “3M” (Madagascar, Mali, Marocco), in cui la kora si mescola all''oud e alla valiha malgache; il duo del violinista Vincent Segal con Ballake Sissoko alla kora; o ancora il “World Kora Trio”, con Eric Longsworth al violoncello, Chérif Soumano alla kora e Jean-Luc Di Fraya alle percussioni. Adesso, avremo a che fare anche con il Mehmet Polat Trio, in cui la kora del maliano Zoumana Diarra dialoga armoniosamente con lo 'oud di Mehmet Polat e il flauto ney di Sinan Arat, tutti originari della Turchia.

Un ensemble che produce alcuni piccoli miracoli! Perché la kora finisce per portare la sua serenità e la sua dolcezza a strumenti che, venuti dall'Oriente, si trovano spesso a cantare lamenti molto tristi. Ma in questo disco non c'è alcuna tristezza – registro che frequenta molto di rado le musiche africane! - solo una “forza tranquilla” data dalla kora sahaliana, come un filo teso cui aggrapparsi per non incupirsi, appunto!

Così, brani come “There life begins again” restituiscono perfettamente la serenità dei grandi spazi, che siano dell'Anatolia o del Sahel, e si percepisce, in “Summer dream” e nel soffio leggero del nay presente nel brano, l'evocazione del vento, come un sapore di libertà.

Sahel-Anatolia: due regioni separate da migliaia di chilometri, che non comunicano in nessun altro modo. Un secolo fa, prima delle migrazioni di massa in Europa, chi avrebbe osato immaginare un tale dialogo musicale, e soprattutto: una tale affinità di sensibilità?

Per l'ascolto: https://www.youtube.com/watch?v=DBWKY_A1e-Q

http://www.mehmetpolat.net/ - www.homrecords.be

 



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RENAUD GARCÍA-FONS & DERYA TÜRKAN, Silk Moon, E-motive Records/L’autre distribution

Renaud García-Fons e Derya Türkan si sono incontrati nel 2006, accompagnando insieme il flautista turco Kudsi Erguner, con il quale Derya Türkan suona regolarmente dal 1991. Renaud Garcia-Fons da parte sua, è noto, esplora da tempo i diversi universi delle musiche mediterranee, come dimostrano i suoi album precedenti, di cui Babelmed vi ha regolarmente reso conto, e come lui stesso spiegava in un intervista che ci ha concesso nel 2012 (http://www.babelmed.net/arte-e-spettacolo/137-spagna/7269-renaud-garc-a-fons-la-musique-lien-profond-entre-l-orient-et-l-occident.html ).

“Lune de Soie” include composizioni di Renaud Garcia-Fons, di cui alcune composte in duo con Derya Türkan, che navigano tra Spagna e Turchia. Il punto in comune? Una certa gravità e una certa malinconia, un lato drammatico e passionale che condividono anche il cante jondo (“canto profondo”) andaluso e il maqâm, la musica classica orientale.

Le melodie e i ritmi navigano tra queste due rive, e più oltre, perché la Turchia era – e tale resta – l'approdo delle Vie della Seta, che attraversano l'Asia Centrale, l'India e la Persia. In “Bahar Zamani”, il contrabbasso di Garcia-Fons e il violino a 3 corde di Türkan suonano all'unisono, come spesso nella musica classica in Oriente, e finiscono per evocare le musiche dell'Asia Centrale; “Kaman Tché”, malgrado il suo nome, è un ritmo di milonga, danza latino-americana di origine spagnola; “Istabul'da bir Ispanyol” è un ricamo di melodie e ritmi tradizionali della Turchia; mentre “Nishapur” evoca la citta perisana un tempo florida dove riposa il poeta sufi Omar Khayam, venerato anche in Turchia, perché a quel tempo non esistevano frontiere tra questi vasti imperi musulmani.

La Seta è una metafora perfetta per descrivere quest'album, fatto di raffinatezza e delicati ricami, dove la musica si fa trasparenza per lasciare vibrare la luce. Una volta di più, la creatività e l'inventiva di Garcia-Fons si mettono in evidenza e, a volte pizzicando le corde, a volte l'archetto, a volte sfregando, colpendo o martellando non si sa come le corde o la cassa dello strumento, riesce a dargli le sonorità di mille strumenti differenti, reali o immaginari, dall''oud alle percussioni! E il violino di Türkan non è da meno, che arriva a suonare come il soffio di un ney.

La magia è all'opera, e la migliore prova della riuscita di quest'album è che riesce a portare lontano il vostro spirito, molto più lontano del luogo in cui siete intenti ad ascoltarlo. I nostri due “sarti” di seta musicale, sono in tournée in Europa da settembre: le date sono sul sito di Garcia-Fons.

Per l'ascolto: https://www.youtube.com/watch?v=2Y9GPx2cbyk

www.renaudgarciafons.com - www.nemomusic.com

 



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MELIKE, Inn of love, Homerecords (Belgique)

La musica turca riceve una ventata di aria fresca, di improvvisazione jazz e di free jazz! Il quartetto Melike si impadronisce delle melodie e dei ritmi tradizionali turchi e li modernizza, allo stesso modo in cui oggi in Oriente alcuni designers fanno proprie tecniche antiche come l'intarsio del legno e il cuoio martellato, per creare oggetti di design dalle linee contemporanee.

Siamo stati completamente conquistati da questa scommessa, che rispetta il ruolo centrale che nella tradizione hanno il canto e la voce – qui quella di Melike Tarhan, “belga dalle origini turche”, come lei stessa si presenta -, per cui gli strumenti formano uno scrigno musicale in cui la voce può risplendere, perché le parole sono importanti nel canto orientale.

Il primo brano dà il tono all'album: il volo libero di un sax, su un ritmo di percussioni che potrebbe animare una danza del ventre! E a fianco di arie tradizionali rivedute e riarrangiate, l'album conta per metà composizioni originali, in particolare del sassofonista Joun Snauwaert e del chitarrista Hendrik Braeckman, ritmate con raffinatezza e leggerezza dal percussionista

François Taillefer.

Un album ben riuscito, in cui le parole delle canzoni tradizionali o di quelle scritte dai Melike, parlano, oggi come ieri, di innamorati che si scambiano frasi d'amore sotto un pesco o di belle dalla pelle color latte, e si sposano perfettamente con le volute libere delle melodie jazz create dal sax e dalla chitarra. L'album ha già attirato l'attenzione della critica belga, e la sua echo si farà sentire, ne siamo sicuri, fino ad Istanbul!

Per l'ascolto: https://www.youtube.com/watch?v=SmQkA4eR5Pc

www.melike.be - www.homerecords.be

 



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YASMINE HAMDAN, Ya Nass, Crammed Discs (Belgio)/Distr. Wagram

Abbiamo elogiato il primo disco da solista della libanese Yasmine Hamdan, uscito ad aprile 2012. (http://www.babelmed.net/muzzika/13055-nadia-khouri-dagher.html ). Quello stesso album (Ya Nass, significa “Oh gente!”), rimaneggiato e arricchito di cinque nuove canzoni, adesso fa un'uscita internazionale per l'etichetta Crammed Discs.

Restiamo entusiasti di quest'artista, la cui musica viene definita un “folk elettro pop cangiante ed elegante”. E non siamo certo i soli: Yasmine Hamdan è stata scelta dal regista americano Jim Jarmusch per interpretare un piccolo ruolo nel suo ultimo film, “Only lovers left alive” e cantare una canzone, “Hal”, inclusa in questo disco. Yasmine ha composto anche la musica per l'opera teatrale “Rituel pour une métamorphose”, del siriano Saadallah Wannous, presentata alla Comédie Française a Parigi e a Marsiglia nel 2013.

L'estate scorsa eravamo seduti in un bar alla moda sulla spiaggia di Cassis, piccola stazione balneare dalle parti di Marsiglia. In questo bar c'è sempre musica eccellente: il suo giovane proprietario ha vissuto a New York, dov'era dj, ed è sempre al corrente delle nuove tendenze musicali. Nella selezione musicale di quel giorno, abbiamo sentito spesso le canzoni di Yasmine Hamdan. E su Youtube gli aprezzamenti alla sua musica sono in arabo, in francese, in tedesco...: l'avanguardia musicale è internazionale e Yasmine Hamdan vi si è fatta spazio.

Per l'ascolto: https://www.youtube.com/watch?v=IOnlmFN2xr4

www.yasminehamdan.com - www.crammed.be

 



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AMALIA RODRIGUES Chante l’amour, Milan Music/Universal

E per finire, un piccolo gioiello: la riedizione, per l'etichetta Milan Music, di alcuni successi di Amalia Rodrigues. Un'occasione in più di realizzare che, malgrado la pletora di artisti, uomini e donne, che continua a produrre il fado, Amalia resta al suo apice, occupando un po' il posto della Callas tra le cantanti di opera lirica di oggi.

L'interessante di questo disco è che riprende alcune vecchie versioni delle canzoni della diva, di cui conosciamo la longevità: nata nel 1920 è scomparsa nel 1999. Le date delle registrazioni non sono indicate, ma, per i loro arrangiamenti, per il suono e per le numerose arie di tango, alla moda negli anni '40, sembrano datare tra gli anni '40 e '50. Ascoltate per esempio, e guardatela cantare, con gli occhi chiusi, “Ai Mouraria” in quegli anni. Noi non resistiamo al suo canto. E voi?:

https://www.youtube.com/watch?v=BkKYiyJAhRM

www.milanrecords.com

 


  Nadia Khouri-Dagher

n.khouri@orange.fr

Novembre 2014

Traduzione dal francese di Alessandro Rivera Magos