MUZZIKA ! Aprile 2015 | Oquestrada, Rocío Márquez, Gus Viseur, Zoufris Maracas, L’Attirail, Khoury Project
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Nadia Khouri-Dagher   

Il colpo di fulmine di Babelmed:

MUZZIKA ! Aprile 2015 | Oquestrada, Rocío Márquez, Gus Viseur, Zoufris Maracas, L’Attirail, Khoury ProjectAARC – Agence Algérienne pour le Rayonnement Culturel : 3 dischi : Nights in Tunisia & Merci Philip Catherine Alger 2001-2012 & Contes et chants du Maghreb - Semaâ Enda

In via del tutto eccezionale, questa volta il nostro colpo di fulmine va ex aequo a 3 albums, tutti e tre prodotti dall'Aarc. Da un paese del Maghreb, infatti, ci arrivano alcuni dischi jazz prodotti dal Ministero della Cultura, registrazioni live di concerti di jazzmen affermati o emergenti, che portano la menzione “Giornata internazionale del jazz”. Prova che in questo paese maghrebino sono decisamente all'opera dei cambiamenti dopo le Primavere arabe.

Perché vedere il jazz ricevere un sostegno ufficiale da parte delle istituzioni di un paese magrebino, “per me vuol dire molto”, come potrebbe cantare France Gall! Certo, la Tunisia ha da lungo tempo il suo festival Jazza à Carthage, il Marocco il suo festival Tanjazz, e l'Algeria Dimajazz a Constantine. Ma che un Ministero in un paese arabo-magrebino sostenga ufficialmente il jazz, che è il linguaggio musicale che per se stesso è simbolo di libertà, è decisamente degno di nota.

Salutiamo quindi questi dischi prodotti dall'Aarc, che riassumono quattro anni – dal 2011 al 2014 – di scoperte e di scambi tra artisti stranieri e artisti algerini, e un pubblico affamato di scoperte, ed entusiasta, a giudicare dal volume degli applausi nelle registrazioni dal vivo!“Nights in Tunisia” è la registrazione di un concerto del Collectif Diagonal, gruppo emergente di jazz, che include in particolare il violinista tunisino Jasser Haj Youssef e la cantante algerina Kawthar Miziti; “Merci Philippe Catherine” ci offre due concerti del chitarrista belga ad Algeri, a 11 anni di intervallo, 2001 e 2012. E il disco “Contes et chants du Maghreb - Semaâ Enda (“colui che ascolta la rugiada”) presenta, attorno alla cantante algerina Sihem Kennouche, un florilegio di racconti comuni a tutto il Maghreb, che sottolinea una volta di più, se c'è ne fosse bisogno, l'appartenenza allo stesso patrimonio culturale dei tre paesi: Algeria, Marocco e Tunisia.

Perché ricordiamo che la duplice missione dell'Aarc è quella, da una parte, di “promuovere nel mondo la cultura algerina” e dall'altra di “accogliere in Algeria delle espressioni venute da altrove”, e questi tre dischi riassumono quest'orientamento. Consiglio agli interessati: l'Aarc offre residenze a scopo creativo ad artisti non-algerini. A buon intenditor (di rugiada o altro)...!

Per ascoltare Semaâ Enda”:https://www.youtube.com/watch?v=fArirgHvSYc

www.aarcalgerie.org


 

MUZZIKA ! Aprile 2015 | Oquestrada, Rocío Márquez, Gus Viseur, Zoufris Maracas, L’Attirail, Khoury ProjectOQUESTRADA, Atlantic Beat Mad’in Portugal, Jaro Medien Jaro/L’Autre Distribution

Nel gennaio 2011 vi abbiamo presentato Deolinda, un gruppo formidabile di canzone portoghese (http://ita.babelmed.net/muzzika/6343-muzzika-gennaio-2011.html). Ed eccone un altro, altrettanto formidabile, che condivide lo stesso spirito di canzoni gioiose e vagabonde. I due gruppi valorizzano “la strada” (“Vai in strada” è uno dei successi di Deolinda), cioè lo spirito manouche, vivo e libero.

Oquestrada è formato attorno al trio di autori-compositori-interpreti Marta Miranda, Pablo e Joao Lima, che in questo disco sono accompagnati dal chitarrista brasiliano André Bahia e dai fisarmonicisti Marina Henriques e Nelson Almeida. “L'oceano Atlantico riunisce Europa, Africa e America”, ricordano gli artisti nel libretto dell'album, “e deve il suo nome al dio greco Atlas”. La loro definizione di “Atlanticbeat”? “Un nuovo ritmo atlantico con un cuore che parla portoghese; ritmo che favorisce insieme l'incontro e il distacco dal mondo. E per loro, il Portogallo è bloccato “tra la forza di questo ritmo atlantico e il peso della vecchia Europa”...

I nostri compagni nutrono una vera e propria devozione per quella che loro chiamano “la santa trinità”: Amalia Rodrigues, Fernando Pessoa e, meno celebre fuori dal Portogallo, Antonio Variações. E in questo disco rimettono in musica una canzone o una poesia di ciascuno di questi autori. Chi è Antonio Variações ? Nato nel 1945 e scomparso nel 1984, fu uno dei rinnovatori della canzone portoghese, introducendo i ritmi del rock e del pop in melodie portoghesi. Infatti, all'indomani della rivoluzione dei papaveri, che mise fine alla dittatura, il rinnovamento della società si traduceva anche in rinnovamento musicale: possiamo vedere lo stesso oggi nel mondo arabo...

La cosa migliore è ascoltarli e vederli: perché un rocker che suona una chitarra tradizionale portoghese, di certo non si vede tutti i giorni... Ci è piaciuta molto la loro canzone “Sweet Old Country”, di cui potrete capire un po' il testo, che per metà è cantato in inglese. Un gruppo formidabile, ve lo garantisco!   

Per ascoltare Sweet Old Country: https://www.youtube.com/watch?v=8paV6uN1nrc

 


 

MUZZIKA ! Aprile 2015 | Oquestrada, Rocío Márquez, Gus Viseur, Zoufris Maracas, L’Attirail, Khoury ProjectROCĺO MÁRQUEZ, El Niño, Viavox /Universal

L'abbiamo ascoltata per la prima volta qualche anno fa al Festival Les Suds, ad Arles, e siamo rimasti completamente folgorati da questa nuova voce del flamenco. Così forte, potente, così flamenca, e tuttavia così diversa: un timbro di voce un po' rauco, un po' alla maniera della rocker spagnola Bebe, capace di infondere vita a quel “canto profondo” (cante jondo) che è il flamenco; una chiarezza e soprattutto un'espressività rare e sorprendenti, tenendo conto della sua giovane età: l'artista è nata nel 1985. Allo stesso tempo, sul palco, un'estrema semplicità: Rocío Márquez, malgrado il suo immenso talento, non si sente una star, e questo fa sempre piacere!

In questo disco – il secondo album della giovane artista – Rocio Marquez rende omaggio all'artista del flamenco che chiamano El Niño: José Tejada Martin, detto Pepe Marchena (1903-1976), grade ammiratore di Camaron de la Isla o Enrique Morente. El Niño era diventato famoso interpretando i canti de ida e vuelta” (andata e ritorno), ispirati da melodie e ritmi latino-americani, le cui radici ovviamente si ritrovano in parte in Spagna.

Guajira cubana, milonga argentina, punto del Vénézuela o colombiana, o ancora delle sivigliane e dei fandango sui quali viene facile ballare: Rocio esplora l'ampia gamma dei meticciamenti del canto flamenco... restando sempre in America Latina. Ancora una volta, a quanti invocano “purezza” e “ortodossia” della tradizione, questo disco prova che una tradizione radicata in secoli di storia racconta anche il suo metissage. Anzi, ricorda che il métissage e “l'ascolto” di altre voci sono senza dubbio, come Bach che si interessava a Vivaldi o Rossini che strizzava l'occhio a Mozart, fonte stessa di ogni creazione musicale!

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=2bvOg3loGWU

 


 

MUZZIKA ! Aprile 2015 | Oquestrada, Rocío Márquez, Gus Viseur, Zoufris Maracas, L’Attirail, Khoury ProjectGUS VISEUR, Paris jazz accordéon, Milan/Universal

Gus Viseur (1915-1974) è stato uno dei più grandi fisarmonicisti del XX secolo, e di sicuro conoscerete, senza bisogno di ulteriori definizioni sull'artista, uno dei suoi più grandi successi che apre questo disco omaggio: “Flambée Montalbanaise”. Noi adoriamo la fisarmonica e la musette, ed è facile capirne il perché ascoltando questo disco, che riassume tutto lo spirito leggero e allegro della Francia fra le due guerre mondiali. Come Django Reinhardt, Gus Viseur è nato in Belgio e ha fatto carriera in Francia. Comincia a suonare nelle balere negli anni '30 e, innamorato del jazz, forma un suo gruppo nel 1937, con i chitarristi Sarane e Challain Ferret e il contrabbassista Maurice Speilleux. Accompagna lo stesso Django Reinhardt in concerto, e sarà il solo fisarmonicista a far parte del celebre Hot Club de France, il quintetto fondato da Django.

Parlando di lui, Richard Galliano, continuatore dell'introduzione della fisarmonica nel jazz, fa trasparire la sua ammirazione: «I valzer musette di Viseur per elaborazione erano ampiamente all'altezza dei foros (musica del nord-est brasiliano, in cui la fisarmonica è strumento portante) più sofisticati. Basta ascoltare “Flambée montalbanaise” per cogliere il carattere estremamente moderno, atemporale della sua musica. Era un fisarmonicista d'avanguardia».

Per ascoltare la famosa «Flambée Montalbanaise» : https://www.youtube.com/watch?v=_QJdNDfVTaU

 


 

MUZZIKA ! Aprile 2015 | Oquestrada, Rocío Márquez, Gus Viseur, Zoufris Maracas, L’Attirail, Khoury ProjectZOUFRIS MARACAS, Chienne de vie, Wagram

Eravamo restati entusiasti del primo album degli Zoufris Maracas, che vi abbiamo presentato nel 2012 (http://www.babelmed.net/muzzika/13054-muzzika-mars-2012.html), e i nostri allegri amici hanno fatto un bel po' di strada da quel debutto: radio, concerti, festivals. Il loro secondo album è altrettanto riuscito, e contiene, come sempre, testi di qualità, critiche virulente della nostra società, e musiche altrettanto eccellenti, sempre ispirate ai ritmi tropicali cui sono affezionati: biguine antillese, son cubano o reggae giamaicano. «No alle nano-tecnologie/Schiavo della teconologia/Dipendente dalla tua televisione» (Nanotechnogie, con Winston Mc Anuff); «Ne ho abbastanza di questi schermi/Che cercano di rubarmi l'anima (...)/Che mi fanno dimenticare le persone/Insensibile ai miei stati d'animo/Troppo occupato a provare/A geocalizzare la mia ragazza...» («Les écrans»); «Il denaro ti ha mangiato gli occhi, il cuore e il cervello/Ti farà correre fino alla tomba» («L’argent»); «Le donne simulano l'orgasmo/Gli uomini simulano l'amore/E non è una fantasia/Lo vedo tutti i giorni» («Les femmes simulent»); «Ah svegliatevi/Ci siamo tutti dentro» («Le choix et l’avantage»): come si può vedere, le parole degli Zoufris Maracas fanno pulizia di tutte quelle debolezze su cui molti di noi si adagiano! E gli siamo grati per essere capaci di offrirci testi così caustici ma su ritmi altrettanto allegri. Degni eredi di Brassens, che condividono il senso di satira sociale e lo spirito libertario e contro la società del consumo del grande artista scomparso! D'altra parte Vincent Sanchez, leader del gruppo, è di Sète (città in cui è nato Brassens), e grande ammiratore di Georges. Decisamente, Brassens ha avuto prole numerosa!

Per ascoltare: O_8s https://www.youtube.com/watch?v=bsyHwlsO_8s

 


 

MUZZIKA ! Aprile 2015 | Oquestrada, Rocío Márquez, Gus Viseur, Zoufris Maracas, L’Attirail, Khoury ProjectL’ATTIRAIL, La route intérieure, Les Chantiers sonores/Absilone/Socadisc

Un 10° album per festeggiare il suo 20° anniversario: due belle cifre tonde con cui firmare il 2015 per il gruppo L'Attirail, che fin dalla sua nascita coltiva la musica itinerante, specialmente quella dei Balcani. D'altronde, la copertina del loro ultimo disco presenta l'interno di una carovana, e le illustrazioni dell'album, piene di humor, rappresentano alcune automobili (cieche? slovene? perché la lingua delle leggende ci risulta sconosciuta) dell'ex Europa dell'Est.

E noi partiamo volentieri al seguito de L'Attirail, che ci porta persino, sorpresa!, nel West americano, giacché dopo un debutto risolutamente centrato sull'Est, i nostri amici sono partiti anche alla conquista delle musiche nordamericane! Xavier Demerliac, leader del gruppo e compositore, che confessa influenze musicali a 360°, da Nino Rota a Goran Bregovic passando per Ennio Morricone, una passione per il cinema, definisce gli album del gruppo come “road movies musicali”. Dunque nessun caso se L'Attirail ha firmato la colonna sonora di diversi films, e ama accompagnare in musica film muti. Una bella scoperta, se non conoscete ancora L'Attirail.          

Per ascoltare https://www.youtube.com/watch?v=3g2nGjYvwFI


 

MUZZIKA ! Aprile 2015 | Oquestrada, Rocío Márquez, Gus Viseur, Zoufris Maracas, L’Attirail, Khoury ProjectTHE KHOURY PROJECT, Revelation, Enja Records/Harmonia Mundi

Vi abbiamo presentato questo gruppo, composto dai tre fratelli Khoury (Basil al violino, Osama al qanoun e Elia allo 'oud) ad aprile 2013, in occasione dell'apparizione dell'album in cui il gruppo illustrava in musica il film d'animazione “Le avventure del principe Ahmed”, della tedesca Lotte Reiniger, film datato 1926 e resuscitato questi ultimi anni (http://ita.babelmed.net/muzzika/13157-muzzika-aprile-2013.html. Adesso esce il secondo album di questo gruppo, per l'esigente etichetta Enja, già di per sé segno di qualità. Nel libretto, un sottotitolo sottolinea l'identità del gruppo: A melting pot of desires. E il melting pot musicale che ci servono – il trio accompagnato da Guillaume Robert al contrabbasso, Inor Sotolongo alla batteria e Youssef Hbeisch alle percussioni orientali – è ad immagine del loro paese natale, il Libano, aperto a tutte le influenze musicali da più di un secolo. Un contrabbasso che aggiunge accenti di musica classica; un qanoun (una cetra) il cui suono ricorda quello di un'arpa celtica; uno 'oud il cui gioco energico è direttamente ispirato al flamenco (Zyriab, unica composizione non loro, è di Paco de Lucia); una batteria che si avventura sul terreno infinitamente libero del free jazz; l'album sposa a meraviglia influenze e stili provenienti da ogni dove, non perdendo mai il centro di gravità del gruppo: un’anima decisamente orientale, persino libanese, come testimoniano melodie e ritmi ispirati direttamente alle danze dei villaggi delle montagne libanesi.

Un disco impregnato, qua e là, di una pungente malinconia (come in “Paradise at dawn”), forse tristezza per l'esilio forzato dovuto alle tragedie che continua a vivere il loro Medio Oriente natale: dal 2007, infatti, i nostri artisti vivono a Parigi. Come un viaggio fra le costellazioni nel cielo, sorvolando i continenti e le epoche, “Revelation” è il biglietto più che per uno spaesamento, per un vero e proprio rapimento...

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=B9_IrieADKE

www.thekhouryproject.com

 


 

Nadia Khouri-Dagher

Traduzione dal francese di Alessandro Rivera Magos

Aprile 2015