MUZZIKA ! Maggio 2015  | Ana Alcaide, Bania, Titi Robin, Redi Hasa, Maria Mazzotta, Ian Balzan Dorizas, fratelli Fernandez, Cristina Pato, Roberto Comesana
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Nadia Khouri-Dagher   

Ana Alcaide e il suo incontro con la musica indonesiana; Bania e la loro musica che viene dal Sahara algerino; Titi Robin e il suo nuovo viaggio musicale nel Marocco berbero; Redi Hasa e Maria Mazzotta tra il Sud-est italiano e i Balcani; Ian Balzan Dorizas e il suo rebetiko contemporaneo; i tre fratelli Fernandez e il flamenco gitano francese; e per finire, Cristina Pato, Roberto Comesana e i loro amici ci portano nella tradizione galiziana. La tradizione, le tradizioni, sono più vive che mai, anche nell`Europa ultra-moderna di oggi: potrebbe essere questa la sintesi della rassegna musicale di questo mese. Venite a cogliere questi freschi ed eterni fiori musicali!


Il colpo di fulmine di Babelmed:

MUZZIKA ! Maggio 2015  | Ana Alcaide, Bania, Titi Robin, Redi Hasa, Maria Mazzotta, Ian Balzan Dorizas, fratelli Fernandez, Cristina Pato, Roberto ComesanaANA ALCAIDE & GOTRASAWALA ENSEMBLE, Tales of Pangea, Autoproduzione

Vi abbiamo già presentato la spagnola Ana Alcaide, cultrice della viola medievale svedese chiamata nyckelharpa, che nei suoi dischi precedenti esplorava le tradizioni musicali della Spagna sefardita (http://ita.babelmed.net/muzzika/13106-muzzika-dicembre-2012-gennaio-2013.html).

L`autenticità del suo percorso – e la musica che crea – hanno finito per sedurre un produttore di musica indonesiano, Franki Raden, che nel 2013 l`ha invitata ad esibirsi nel suo paese con musicisti locali che avrebbe individuato l`artista. Dopo un secondo soggiorno, Ana ha registrato in Indonesia questo secondo album. Una piccola meraviglia.

Un`estrema dolcezza caratterizza tutto l`album, come d`altronde gli album precedenti di Ana. Come se si fosse sentita a casa in questo paese di risaie in dolce pendenza, di palme e montagne, e tra le sue musiche. La viola medievale, la chitarra spagnola e lo `oud portati da Ana e due amici musicisti dialogano con strumenti tipicamente indonesiani come il bansing, il kecapi o il tamburo hung. E la voce eterera della cantante Novi Aksmiranti, che canta in indonesiano, sembra provenire non da una particolare regione del mondo, che sarebbe l`Ovest di Giava dov`è nato quest`album, ma dall`infinito del tempo e della storia, dal patrimonio musicale universale insomma…

Pangea significa ʺLa terra interaʺ, e con questo progetto particolarmente audace, Ana Alcaide ci dimostra, in maniera brillante, che tutte le tradizioni musicali possono dialogare tra di loro se c`è autenticità. Un immenso “ben fatto!” per l`artista, a cui auguriamo altri incontri musicali così belli e ricchi in giro per il mondo!

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=kaf7MLjtl6U

Ana Alcaide racconta come è nato questo progetto: https://www.youtube.com/watch?v=8sp0o7QHTpw

www.anaalcaide.com


MUZZIKA ! Maggio 2015  | Ana Alcaide, Bania, Titi Robin, Redi Hasa, Maria Mazzotta, Ian Balzan Dorizas, fratelli Fernandez, Cristina Pato, Roberto ComesanaBANIA, Alwane, Tourn’n’sol Prod/Absilone/Socadisc

La musica gnawa marocchina è molto conosciuta dal pubblico occidentale, ma stranamente la loro cugina algerina, chiamata Diwan in Algeria, appartenente anch`essa a quella tradizione delle musiche religiose musulmane il cui ritmo ha le proprie radici nell`Africa nera, comincia appena adesso a farsi conoscere fuori del paese, anche se musicisti come il percussionista Steve Shehan, o festival come “Les Nuits Métis” di Beni Abbes, esplorano da anni l`affascinante universo delle musiche del Sahara algerino.

Ed ecco finalmente un album che gli rende pienamente omaggio: il primo disco del gruppo Bania, composto da sei musicisti algerini e da un francese alla chitarra e allo n`goni . La ilah il Allah (Non c`è altro dio all`infuori di Dio), Ach’hadou anna M’hammadou rassoul Allah (Credo che Maometto è il profeta di Dio), e altre formule religiose prese direttamente dal rito musulmano, vengono scandite in tutto l`album in maniera ripetitiva, quasi ipnotica, su ritmi energici e rapidi, destinati a portare alla transe, come nella doppia tradizione sufi e sub-sahariana.

I ritmi ancestrali sottolineati dalle castagnette karkabou (e nel brano “Bismillah” si possono ascoltare anche le complesse poliritmie create dal solo battere delle mani, in controtempo, di una manciata di officianti), acquisiscono nuova freschezza nell`album grazie agli accordi rock della chitarra elettrica. Perché Dio è grande come sanno i musulmani, e non è certo un bigotto e si apre volentieri alla modernità quando si tratta di cantare la gioia. Come sapeva David Roi riguardo alle musiche degli ebrei in Israele, e come sapevano i cristiani neri americani, cugini d`oltreoceano dei neri maghrebini, che hanno considerevolmente rinnovato la musica religiosa cristiana - quella dell`organo,  di Johann Sebastian-Bach e delle musiche solenni - con i ritmi più movimentati del gospel e della musica soul. Musiche cristiane moderne che senza dubbio apprezzerebbe anche il religiosissimo Bach se vivesse ai nostri giorni! O Mozart, che non resterebbe sorpreso dalle chitarre rock in una messa da requiem, potete scommetterci!

In breve, parte della via sufi che privilegia la musica e la danza per accedere a Dio, secondo una tradizione che risale al Medioevo, i musicisti del diwan algerino tradizionale come il gruppo Bania, ci mostrano un aspetto della religione musulmana che molti occidentali continuano ad ignorare: gioiosa, danzante e tollerante, perché multiculturale e aperta ad ogni influenza, dall`Africa al rock!

Per approfondire un po` l`aspetto musicale del sufismo, leggete il bel libro di Jacques Lacarrière, scrittore e viaggiatore appassionato di Oriente e spiritualità, “La polvere del mondo”, racconto del suo viaggio in Anatolia nei monasteri sufi dei dervisci rotanti che, anche loro, hanno scelto la musica e la danza per comunicare con l`Onnipotente, e letteralmente cantare le sue lodi.

Per ascoltare e guardare il video di “Bismillah”: https://www.youtube.com/watch?v=f3LGoDFVO-M

www.baniadiwane.com -   www.tournsol.net


MUZZIKA ! Maggio 2015  | Ana Alcaide, Bania, Titi Robin, Redi Hasa, Maria Mazzotta, Ian Balzan Dorizas, fratelli Fernandez, Cristina Pato, Roberto ComesanaTITI ROBIN, Taziri, con Mehdi Nassouli, World Village/Harmonia Mundi

Restiamo nell`universo delle musiche sahariane e nord africane, questa volta per andare in Marocco, con il nostro musicista-viaggiatore Titi Robin, che noi di Babelmed amiamo molto (leggete la nostra intervista: http://www.babelmed.net/muzzika/3833-titi-robin-musicien-adoptif-d-orient.html ). Per quest`ultimo album, “Taziri”, che significa “chiaro di luna” in berbero, si fa accompagnare da Mehdi Nassouli, musicista gnawa marocchino, che canta accompagnato dal basso sahariano guembri o da un bendir.

Titi, insieme ad altri musicisti suoi vecchi amici, il francese Francis Varis alla fisarmonica e il brasiliano Zé Luis Nascimento alle percussioni, il marocchino Foulane Bouhssine al violino ribab e i fratelli Saadna, gitani di Perpignan, alle palmas (il battito di mani tipico del flamenco importantissimo anche nella musica gnawa), presenta un disco che alterna composizioni malinconiche e dolci (scaturite, immaginiamo, da quei momenti di dolcezza e di pace che offrono i tramonti o le albe fra le sabbie del Sahara) a brani energici e pulsanti. Perché il tempo della festa e della gioia di vivere esiste ad ogni latitudine, anche nei luoghi più caldi del pianeta!

Titi Robin, come diventa tutt`uno con le musiche del Rajasthan quando è in India, in quest`album si fa marocchino doc, immergendosi nella musica gnawa con padronanza assoluta, mo strandosi a suo agio come lo è stato in passato fra altri popoli nomadi, che accordano uno spazio centrale alla musica e alla spiritualità, pienamente sinonimi nella vita quotidiana di queste popolazioni che non privilegiano l`aspetto materiale della vita.

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=-7RvDVhSabA

www.titirobin.com


MUZZIKA ! Maggio 2015  | Ana Alcaide, Bania, Titi Robin, Redi Hasa, Maria Mazzotta, Ian Balzan Dorizas, fratelli Fernandez, Cristina Pato, Roberto ComesanaREDI HASA & MARIA MAZZOTTA, Ura, Finisterre/Puglia Sounds (Italia)

Questo è un disco estremamente seducente, pieno di sensibilità e autenticità. Maria Mazzotta alla voce, Redi Hasa al violoncello, ripropongono dei canti tradizionali del sud-est dell`Italia e dei paesi limitrofi, per cui l`Italia è terra di migrazione da secoli: Albania, Romania, Bulgaria, Montenegro, Macedonia… Maria canta ogni volta nella lingua della regione o del paese da cui provengono le diverse canzoni, e ascoltando il disco risulta evidente la parentela musicale che unisce questa zona che chiamiamo Balcani, le cui musiche non hanno cessato di navigare e camminare, grazie proprio ai viaggi e alle migrazioni dei suoi popoli.

«Il cielo e la terra sanno parlare. Basta osservarli attentamente. Il suffit de les observer attentivement. Quando il cielo in alto e la terra in basso, sfiorandosi, decideono di stare di nuovo insieme, siamo tutti prossimi ad un nuovo giro di giostra»;

«Mia cara, il tuo sguardo mi inebria come se avessi bevuto del vino. Tu, che sei il mio unico tesoro, vorrei sapessi come ho perso la testa quando l`amore mi ha invaso. Mia cara, tu sei il mio sole ardente, e vorrei gettarmi nel tuo fuoco, per restare con te tutta la vita»;

«Tutti i Rom, padre mio, sacrificheranno i loro montoni, ma io, povero tamburello, non sarò della festa… »;

Le parole di queste canzoni, la maggior parte tradizionali, rendono il tono dell`album. Il disco è già convincente al semplice ascolto. Ma guardando le immagini della clip di presentazione dell`album, ci si rende conto che Maria Mazzotta è totalmente posseduta dal suo canto, che a volte si fa doloroso, come spesso è il Mediterraneo.

Il grande Ludovico Einaudi, compositore di formazione classica, apporta il suo timbro di garanzia a questo progetto pieno di sensibilità, commentando nel libretto: «La cura vocale e strumentale è perfetta. Le canzoni sono molto elaborate sia nella ritmica che nella melodia. E vengono esaltate da una simbiosi perfetta…» Oltre a questo vibrante elogio di un maestro della musica, cos`altro aggiungere?

Per ascoltarli e vederli suonare: https://www.youtube.com/watch?v=xLQzBVxRx9w

www.finisterre.it - www.pugliasounds.it


MUZZIKA ! Maggio 2015  | Ana Alcaide, Bania, Titi Robin, Redi Hasa, Maria Mazzotta, Ian Balzan Dorizas, fratelli Fernandez, Cristina Pato, Roberto ComesanaACROPOLIS BYE BYE, Greek Revival Music, Autoproduzione

Ian Balzan Dorizas è un musicista greco-francese, che è appassionato sia della musica greca tradizionale che di rock, pop e della canzone francese. Poli-strumentista, in questo disco canta e suona: chitarra acustica ed elettrica, tastiere, bouzouki, baglama, banjo, lira cretese, contrabbasso, alcune percussioni e altri strumenti ancora! Canta in greco, in francese o in inglese, e nel primo brano si sente persino il canto, in arabo, di un muezzin: ricordandoci che l`Asia minore è tanto greca quanto turca.

Nella prima traccia l`artista riprende un rebetiko tradizionale di Smirne, “Minore desperado”, dandogli una bella rinfrescata. In “Mangkas Spirit” inserisce il reggae e l`inglese in una fanfara balcanica. “Sigana” può essere definita un rebetiko moderno, ma che resta malinconico e orientale.

Perché questo titolo, “Acropolis Bye Bye”? Perché il disco vuol`essere l`illustrazione del viaggio di un moderno Ulisse, che lascia la sua terra natale – la Grecia - per partire, come tanti emigranti dei giorni nostri, e tornare con la sola magia della musica! Un primo disco zeppo di idee, che ne fa presagire altri futuri…

Per ascoltare “Sigana”: https://www.youtube.com/watch?v=iymXs5FR_nQ

www.acropolisbyebye.com


MUZZIKA ! Maggio 2015  | Ana Alcaide, Bania, Titi Robin, Redi Hasa, Maria Mazzotta, Ian Balzan Dorizas, fratelli Fernandez, Cristina Pato, Roberto ComesanaTRIO FERNANDEZ, Cante Gitano, BAM

La musica gitana è ancora oggi viva in Francia, e ve l`abbiamo dimostrato portandovi al grande pellegrinaggio annuale dei gitani, a Saintes-Marie-de-la-Mer, a maggio 2010 (http://www.babelmed.net/arte-e-spettacolo/121-francia/5656-les-saintes-maries-de-la-mer-le-rendez-vous-annuel-des-musiques-gitanes-en-france.html).

I tre fratelli Fernandez – Raphaël, Manuel e José – portano avanti la tradizione della musica gitana di origine spagnola, ancora molto vivace nel sud della Francia dove vive la maggior parte di loro (dove i loro genitori o nonni scappavano per sfuggire alle persecuzione di Franco).

“Por primera vez”, “Te recuerdo Amanda”, “Fin de fiesta”: tutte le composizioni del trio sono cantate in spagnolo, lingua dei loro antenati. Conivono nell`album con alcune arie tradizionali, come “Martinete”, e persino con una versione gitana di “Wish you were here” dei Pink Floyd: perché tutte le musiche davvero vive sono aperte ad ogni incontro o influenza! Dopo tutto le parole, tradotte in spagnolo, potrebbero benissimo essere quelle di un canto gitano, parole d`amore e quindi, come l`amore, universali. Tanto che basta accompagnarne la melodia con un particolare gioco di chitarra e una certa ritmica per renderla gitana.

Gli amanti del flamenco apprezzeranno anche “Fin de Fiesta”, brano cantato col solo accompagnamento del battito di mani. Dimostrazione che si può suscitare la danza anche quando, spogliati di tutto, si hanno per strumenti solo la propria voce per cantare e delle mani per battere il ritmo. L`essenza del canto in tutti i popoli del mondo.

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=65-4k-w4Hdo

www.laboiteamus.com


MUZZIKA ! Maggio 2015  | Ana Alcaide, Bania, Titi Robin, Redi Hasa, Maria Mazzotta, Ian Balzan Dorizas, fratelli Fernandez, Cristina Pato, Roberto ComesanaCRISTINA PATO, DAVIDE SALVADO, ANXO PINTOS, ROBERTO COMESAÑA, Rústica, Fol Musica (Spagna)

I nostri amici galiziani continuano a portare avanti, forse più che in altre regioni d`Europa, le loro tradizioni musicali. Ecco infatti, prodotto dall`etichetta Fol Music, che si è fatta specialista delle musiche della Galizia, un disco di musiche tradizionali rivisitate. Alla cornamusa, strumento centrale nelle musiche tradizionali di questa regione del nord-ovest della Spagna, c`è una donna, cosa tanto rara da meritare di essere sottolineata: è Cristina Pato, che è anche pianista e ha fatto parte del progetto “Ensemble Jo-Jo Ma des Routes de la Soie”. In quest album è affiancata da Roberto Comesañato alla fisarmonica, Antonio Pin all`antica viola a ruota e Davide Salvado al tamburello.

Questi canti antichi ricordano quelli della Corsica, della Sardegna o dell`Italia, canti malinconici di pastori soli sulle montagne, la cui eco riverbera il suono lontano; o ancora tarantelle e altre danze indiavolate, che un tempo devono sicuramente aver fatto ballare villaggi interi, e in Galizia continueranno a farlo, perché questa regione è ricca di festival e spettacoli dedicati a queste danze e musiche tradizionali. D`altra parte, pur senza comprendere perfettamente il galiziano – uno spagnolo mescolato col vicino portoghese -, si capisce che parole come “montagna”, “caminos” (sentieri), “herba verde”, tornano spesso, quasi a provare il radicamento di queste musiche in un territorio montano e rurale.

«Tu chantes, je chante/Et nous irons tous deux chantant...»: il libro restituisce alcuni testi di canzoni di un tempo in cui in Europa si cantava molto più di adesso, un`epoca felice che i galiziani hanno l`intelligenza, e la fortuna, di perpetuare ai giorni nostri nelle loro terre ! Andate a farvi un giro in estate e vedrete!

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=ReuGdABDKoI

www.fomusica.es

 


 

Nadia Khouri-Dagher

n.khouri@orange.fr

Traduzione dal francese di Alessandro Rivera Magos