MUZZIKA ! Ottobre 2015 | Smadj, Oum, Louisa Baileche, Dorantes, Renaud-Garcia-Fons, Photis Ionatos, Antonio Placer, Stéphane Belmondo, Chet Baker
MUZZIKA ! Ottobre 2015 Stampa
Nadia Khouri-Dagher   

Il tunisino Smadj continua a portare lo 'oud “sulla strada per il XXI secolo” con successo. La marocchina Oum ritrova le sue radici sahariane con un album in cui si respira l'aria del deserto. L'italo-algerina Louisa Baileche canta l'Italia di sua madre e di sempre. Il gitano spagnolo Dorantes e il francese di origine spagnola Renaud-Garcia-Fons creano un infuocato dialogo musicale. Il greco Photis Ionatos prosegue un'antica tradizione greca mettendo in musica alcune poesie, convinto come i suoi saggi antenati che l'azione poetica sia essenziale e vitale per l'uomo. Il galiziano Antonio Placer, per parte sua, usa la poesia come atto filosofico e politico di ribellione e affermazione. Infine, il francese Stéphane Belmondo rende omaggio al suo maestro e amico scomparso Chet Baker con un album sublime, in cui l'allievo ha largamente raggiunto il maestro.

 


 

 

Il colpo di fulmine di Babelmed:

MUZZIKA ! Ottobre 2015 | Smadj, Oum, Louisa Baileche, Dorantes, Renaud-Garcia-Fons, Photis Ionatos, Antonio Placer, Stéphane Belmondo, Chet BakerSMADJ, Spleen, Jazz Village/Harmonia Mundi

Abbiamo molto apprezzato l'album “Pink Kong” del duo DuOud, formato dai due 'oudisti Smadj e Mehdi Haddab all sua apparizione, nel marzo 2009 (http://ita.babelmed.net/muzzika/4134-muzzika-marzo-2009.html). Per la stessa etichetta, Jazz Village di Harmonia Mundi, sempre indice di qualità, oggi compare un album di Smadj da solo.

Smadj – dal suo nome Jean-Pierre Smadja – è nato in Tunisia e vive in Francia dall'infanzia. Formatosi inizialmente alla chitarra jazz, la sua ambizione è quella di “portare lo 'oud nel XXI secolo”, come dice lui. E ci riesce alla grande! Appassionato di elettronica – ha ricevuto anche una formazione da ingegnere del suono, e in scena è a suo agio sia con gli strumenti a corda che con il computer -, in quest'album presenta il suo particolare universo, che mescola melodie orientali, la declamazione della poesia francese, (Un lungo soggiorno nello Yemen, dove poesia e 'oud si sposano ancora come ai tempi dell'arabia felice, in serate improvvisate tra amici, lo ha segnato positivamente), e una ricerca sperimentale tra le più all'avanguardia per quel che riguarda la ricerca di suoni e di effetti sempre nuovi: in “Jalilbreak”, per esempio, arriva a convincerci di ascoltare realmente il vento soffiare...

Sono delle note di blues che aprono “The B of the Desert”: B evidentemente sta per blues. Temi classici dello 'oud arabo illustrano invece “The End”, reso più vicino al gusto contemporaneo grazie a degli effetti elettronici. Ed è un tema molto antico, “Lamma bada” (Quando è apparsa lei), quello che Smadj riprende in “Mwasha”. Un “Mouachahh”, poema messo in musica, vecchio di diversi secoli ancor'oggi cantato (come lo sono Mozart o Bach in Occidente), che Smadj riprende come fa con altri famosi riferimenti della musica araba fra cui, tra i più clebri, Fayrouz o Natacha Atlas.

Per presentarsi, Smadj dice di aver suonato a fianco di Erik Truffaz o Stefano Di Battista. Oggi sono altri artisti famosi a suonare accanto a lui, come Ibrahim Maalouf o Ballaké Cissoko, presenti nell'album. Prova che Smadj ormai fa anche lui parte dei grandi!

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=91CbankZ5p4

Per ascoltare “Lammabada” nella versione di Natacha Atlas: https://www.youtube.com/watch?v=lbbERQzLGFQ

http://www.smadjmusic.com/


 

MUZZIKA ! Ottobre 2015 | Smadj, Oum, Louisa Baileche, Dorantes, Renaud-Garcia-Fons, Photis Ionatos, Antonio Placer, Stéphane Belmondo, Chet BakerOUM, Zarabi, Music Development Company/ Distrib. Harmonia Mundi

Il primo album diffuso a livello internazionale della marocchina Oum era stato il nostro colpo di fulmine ad aprile 2013 (http://ita.babelmed.net/muzzika/13157-muzzika-aprile-2013.html ), prima voce femminile di qualità ad emergere dal mondo arabo 15 anni dopo Natacha Atlas.

L’album “Zarabi” (tappeto, in marocchino) conferma l'artista come una voce singolare. L'artista, il cui vero nome è Oum el Ghait Benessahraoui, è nata in una famiglia sahariana, come indica il suo patronimico, e questo disco è un omaggio alle musiche del Sahara marocchino, a lungo ignorate dalle élite urbane colte, come succede spesso alle musiche delle regioni periferiche e alle loro popolazioni povere, in tutti i paesi.

Oum, che ha avuto la fortuna di nascere a Casablanca e di studiare, in quest'occasione dà una sorta di rivincita al suo popolo, come hanno fatto altri artisti prima di lei in altri contesti. Qui canta in darija, che è l'arabo marocchino di uso quotidiano - in opposizione all'arabo letterario, lingua della musica classica - e aggiorna al gusto contemporaneo le musiche sahariane, il più delle volte attraverso un accompagnamento molto semplice e una melodia essenziale..

Oum è l'autrice dei testi delle brevi poesie che canta: poesie d'amore in pura tradizione sahraoui, poesie di appena qualche verso, ripreso e ripetuto durante tutta la canzone. Musica sahariana spesso interpretata da donne, tanto è importante il loro ruolo nelle società sahariane dell'Africa dell'Ovest, che spesso sono anche musiciste. Oum è accompagnata a volte da una chitarra guembri, a volte dal battito delle mani, a volta da una kora – l'Africa nera è vicina e cugina -, a volte da un sassofono perché l'artista marocchina è innanzi tutto moderna.

Il disco è stato registrato nell'oasis di Mhamid, luogo magico del sud marocchino che abbiamo la fortuna di conoscere, luogo abitato dal silenzio e dall'immensità del deserto. Le registrazioni sono state realizzate in esterno, con tanto di sporadico canto di uccelli, che restituisce lo spirito del luogo.

Un album riuscito in toto, scovato anche dalla radio francese FIP, esperta in musiche del mondo e garanzia di qualità.

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=KQ730_W9gIo

http://www.oum.ma/


 

MUZZIKA ! Ottobre 2015 | Smadj, Oum, Louisa Baileche, Dorantes, Renaud-Garcia-Fons, Photis Ionatos, Antonio Placer, Stéphane Belmondo, Chet BakerLOUISA BAILECHE, Terra mia, Crepuscule Prod

Un altro ritorno alle radici: Louisa Baileche, nata in Francia da madre italiana e padre algerino, in quest'album si rivolge alle sue radici materne, e rende omaggio alle canzoni tradizionali che sua madre cantava a casa, e che Louisa ascoltava anche durante le vacanze con la famiglia nel villaggio della madre, in Abruzzo.

Canzoni tradizionali... in un certo senso del termine. Perché la maggior parte di questi brani sono state scritte da Louisa e le musiche composte da Laurent Roussel, il tutto “alla maniera tradizionale”, cioè rispettando le melodie e i ritmi dei vecchi canti. Anche se Louisa non resiste poi alla tentazione di riprendere vecchi classici, come la celebre canzone napoletana “Guaglione”, resa popolare da Dalida con il titolo di “Bambino”. Un'aria del 1956, oggi considerata come un classico. Perché le canzoni “tradizionali”, Louisa lo sa bene e lei stessa ne è convinta a quanto pare, possono nascere in ogni epoca!

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=BksymWVeuso

Per ascoltare “Guaglione”: https://www.youtube.com/watch?v=x3Q5fUQV838

http://louisabaileche.com

 


 

MUZZIKA ! Ottobre 2015 | Smadj, Oum, Louisa Baileche, Dorantes, Renaud-Garcia-Fons, Photis Ionatos, Antonio Placer, Stéphane Belmondo, Chet BakerDORANTES & RENAUD GARCIA-FONS, Paseo a dos, E-motive Records/Distrib. L’autre distribution

La foga del piano flamenco di Dorantes insieme al tocco sottile e l'inventività di Renaud Garcia-Fons: ed ecco che nasce un album sublime, pieno allo stesso tempo dell'energia del flamenco e della sua profonda malinconia. In quest'album, “Promenade à deux”, questi due grandi artisti dialogano davvero, a volte cantando in coro, oppure esprimendosi singolarmente, proprio come due voci in un duetto d'opera. E anche se il disco è completamente strumentale, quelle che si percepiscono sono proprio due voci, tanto gli strumenti sembrano parlarci a volte, come l'assolo di contrabbasso in “Palabras de ensueño”.

La formazione classica di Dorantes si fa sentire, soprattutto Ravel (che era di origini spagnole) o gli impressionisti francesi, con le loro rêveries pianistiche dalle forme estremamente libere. Anche l'America Latina è presente, per esempio in “Entre las rosas” che è una guajira, un genere di canzone tradizionale cubana: qui il pianoforte sostituisce la chitarra. Presente anche la danza, come sempre nella musica spagnola, con dei ritmi tradizionali come in “Mar y rayo”.

Un album brillante come le stelle di una notte andalusa, di colore rosso intenso come il vestito di una bella sivigliana, e tinto anche del nero profondo dei capelli di un gitano che piange mentre canta...

http://www.dorantes.es/ - http://renaudgarciafons.com


 

MUZZIKA ! Ottobre 2015 | Smadj, Oum, Louisa Baileche, Dorantes, Renaud-Garcia-Fons, Photis Ionatos, Antonio Placer, Stéphane Belmondo, Chet BakerPHOTIS IONATOS, Périples, Homerecords (Belgio)

«Il pleurait assis sur le rivage à la même place

Où il venait d’ordinaire se déchirer le coeur

A force de larmes de sanglots de tourments

Fixant son regard sur la mer sans récolte

Et répandant ses pleurs...»

Questi versi dell'Odissea di Omero sono alcuni dei testi poetici che l'artista greco Photis Ionatos ha scelto di musicare nel suo ultimo album, che è una pura meraviglia per tutti gli amanti della poesia, greca o del Mediterraneo.

Photis lo conosciamo dagli anni '70, quando formava un duo con sua sorella Angélique: vi ricordate del 33 giri “Angélique et Photis Ionatos” trasmesso di continuo in radio e televisione, in cui si vedevano fratello e sorella piegati su una chitarra e li ascoltavamo cantare delle poesie e dei testi magnifici come “Y a-t-il de la place au ciel pour les poètes?” o “I have a dream”, il famoso discorso anti-razzista di Martin Luther King?

Uno spirito poetico e idealista, quello dei due, in perfetta sintonia con quel periodo, in cui slogan come “flower power” e “make love not war”, parole d'ordine dei poeti di ogni tempo e luogo, volevano imporsi contro lo spirito di commercio e di guerra della moderna società del consumo.

Insomma, durante tutti questi anni Photis non ha smesso di cantare la poesia, e in quest'album presenta una scelta dei brani che più lo emozionano. Di più, che guidano la sua vita, come spiega nel libretto:

«L'approccio dell'azione poetica attraverso l'espressione musicale è sempre stato la priorità e la preoccupazione, l'epicentro e l'impegno del mio “percorso artistico”. La poesia è, come i fari per i navigatori, la condizione indispensabile da rispettare a tutti i costi, per evitare gli scogli ed arrivare salvi in porto. La scelta della poesia è quindi vitale al fine di tracciare il cammino... (Ho fatto) dunque una scelta tra tutti i test poetici che ho musicato e che mi hanno accompagnato, alcuni fin dall'inizio...

Il libretto presenta la traduzione in francese di questi brevi estratti di poesie, tra cui si possono trovare, oltre al già citato Omero, Constantin Kavafis, il celebre poeta greco dell'Alessandria del XX secolo, ma anche Aki Roukas, poeta greco contemporaneo che vive, come Photis Ionatos, in Belgio...

Vi ricordate dei tempi in cui Ferré o Brassens cantavano Aragon? Perché quell'epoca in Francia è finita, e perché i greci continuano invece, come Omero un tempo, a mettere in musica i più grandi poeti? (Perché l'Iliade e l'Odissea erano cantate, alla maniera dei lieder o delle arie d'opera).

Siamo rimasti profondamente toccati da questo disco, che ovviamente bisogna ascoltare libretto alla mano se, come noi, non si conosce il greco, e che ci racconta di una Grecia eterna, che vive ancora oggi, anche nell'esilio, e che continua a porre al cuore del proprio immaginario, dei suoi sogni, cioè della propria realtà, il mare, il sole e il viaggio, o piuttosto i “peripli”, proprio come l'Ulisse di un tempo. Un disco bello e raro.

Per ascoltare Photis Ionatos : https://www.youtube.com/watch?v=bPk4whQIcbE

Per ascoltare Angélique et Photis Ionatos à leurs débuts : https://www.youtube.com/watch?v=L_QI1ayFNN8

www.homerecords.be


 

MUZZIKA ! Ottobre 2015 | Smadj, Oum, Louisa Baileche, Dorantes, Renaud-Garcia-Fons, Photis Ionatos, Antonio Placer, Stéphane Belmondo, Chet BakerANTONIO PLACER, Mi pais se hunde, S’ard music/L’autre distribution

Un altro paese in cui si continua a fare della musica dalla poesia: la Spagna, con l'ultimo disco di Antonio Placer, galiziano che vive in Francia. Ecco con quali parole presenta lui stesso il suo ultimo lavoro – e le corrispondenze con il percorso del greco Photis Ionatos stupiscono:

«Sono un poeta in esilio e l'esilio spesso mi ha portato in contrade di poesia insospettabili... Con sempre una parola universale, sensibile, contraddittoria, istintiva, la testimonianza di una resistenza, di una contestazione. La difesa di una patria poetica e interiore. Oggi, più che mai, il mio canto tragico, radicato in terra di Francia, deve confrontarsi con l'immensa sofferenza dei quattro grandi paesi dell'Europa del Sud (la Grecia, la Spagna, il Portogallo, l'Italia), che hanno nutrito i nostri racconti dalla notte dei tempi. Il mio paese affonda, i miei paesi affondano, ma è restando in piedi con dignità che il poeta risponde, allerta e cura le ferite. Restando in piedi con dignità tesse la tela della speranza, traccia i cammini e gli incroci che ci abbracciano e sono capaci di trasportarci e insieme ancorarci...».

I testi che Antonio Placer musica sono prima di tutto i suoi, invitando altre voci a cantarli: la greca Angélique Ionatos e le cantanti sarde Elena Ledda e Sofia Ribeiro. Mettendo tutto il suo talento di uomo di teatro nelle sue interpretazioni, in cui si da completamente, canta parole di rabbia, ma anche d'amore attraverso magnifiche poesie. Perché a guidare i poeti, che illuminano il mondo, è soprattutto la speranza...

«Ci dicono nullafacenti! Tuttavia, Angélique Ionatos aiuta il sole a levarsi al mattino. Elena Ledda lo nutre sul cammino del tramonto e Sofia Ribeiro ed io gli cantiamo una ninna nanna per farlo addormentare. Ecco il nostro compito primordiale!»

Disco, e percorso, di resistenza, che dimostra come l'Europa eterna, umanista, che un tempo illuminava il mondo, esiste ancora, a volte inudibile sotto il frastuono delle macchine e dell'agitazione del mondo moderno.

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=_2XeWRes984

http://www.antonioplacer.com


 

MUZZIKA ! Ottobre 2015 | Smadj, Oum, Louisa Baileche, Dorantes, Renaud-Garcia-Fons, Photis Ionatos, Antonio Placer, Stéphane Belmondo, Chet BakerSTEPHANE BELMONDO, Love for Chet, Naïve

Nel 1987 a Parigi il trombettista americano Chet Baker (1929-1988) sente suonare un giovane trombettista jazz francese sul palco del Palace, club oggi scomparso. Stéphane Belmondo allora ha appena 20 anni, ma si esibisce già in alcuni club della capitale, e Chet Baker, stupito dal talento del giovane jazzman, lo invita a raggiungerlo sul palco l'indomani, per suonare insieme al New Morning, dove il grande jazzista deve esibirsi in concerto. Lì, Chet Baker presenta Stéphane Belmondo come il giovane trombettista europeo più dotato che conosce! E sarà l'inizio di una bella amicizia tra i due artisti, cui Stéphane Belmondo fa riferimento in quest'album, un vero gioiello:

«Chet Baker era mio amico ed eroe. Ho avuto la fortuna di incontrare questo grande musicista nel periodo in cui veniva a Parigi, dal 1985 al 1988, mi ha preso sotto la sua ala quando ero ancora un giovane musicista, mi ha invitato a suonare con lui, mi ha sempre dato dei consigli preziosi. Parlavamo molto insieme, della musica, della vita. Era come un padre per me. Questo incontro mi ha segnato profondamente e mi ci sono voluti 25 anni perché potessi finalmente osare rendergli omaggio attraverso questo disco. Love for Chet!»

Un album eccezionale, su cui il fantasma di Chet Baker sembra planare, anzi piuttosto irradiare la sua presenza, come un angelo dalle ali bianche e protettrici... Stéphane Belmondo arriva a conferire alla tromba una dolcezza infinita e un tocco etereo, i due marchi di fabbrica di Chet. E possiamo osare dire che Stéphane Belmondo fa volare la tromba su registri poetici quanto quelli del suo maestro, se non di più?

Un'assoluta riuscita e un disco che è già salutato positivamente in maniera unanime.

Per ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=JHcSRt_hgWA

Per ascoltare Chet Baker in “Love for sale”: https://www.youtube.com/watch?v=X_x2frivy6w&list=RDX_x2frivy6w

stephane-belmondo.com

 


 

Traduzione dal francese

di Alessandro Rivera Magos

Nadia Khouri-Dagher

n.khouri@orange.fr

 Octobre 2015