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MUZZIKA! Febbraio 2016 Stampa
Nadia Khouri-Dagher   

Una bella scoperta questo mese, il pianista belga Bernard L'Hoir e il suo gruppo. Un'antologia storica, con il cofanetto di 3 Cd edito da Frémeaux, con le musiche maghrebine a Lione negli anni '70-'90. Il libanese Abaji ritorna dopo 5 anni di viaggi con l'album “Routes and roots”...


Il colpo di fulmine di Babelmed:

MUZZIKA! Febbraio 2016 | BERNARD L’HOIR, She’s - Homerecords (Belgio)

Una scoperta formidabile questo mese: l'universo di Bernard L'Hoir, pianista e compositore, che crea, accompagnato da un gruppo di musicisti notevoli, un universo completamente originale, inclassificabile. Semplicemente della musica eccellente, né jazz, né classica, né world, e qualora fosse necessario evocare qualche nome, l'artista potrebbe ricordare Ludovico Einaudi o Keith Jarrett, non nel piano solo ma in formazione: quello che crea è un mondo musicale proprio, semplicemente, la musica di Bernard L'Hoir.

Qui l'artista è accompagnato dall'eccellente Juan Carlos Mellado Tejon, chitarrista formatosi alla musica classica e vincitore di diversi premi, o ancora dalla raffinata fisarmonicista Raquel Gigot, che lo accompagna in questo viaggio intensamente poetico. Per potenza e lirismo, “A classy blue” evoca un'opera sinfonica: il suo ascolto apre vasti orizzonti... “Oscar's Naïad”, originale e creativa, accoglie dei cori che aggiungono un tocco di mistero... “Lunatic” fa appello alla musica elettronica, in modo etereo, come un tocco leggero, capace di farci percepire le nuvole... E tutto il disco ci trasporta in questo modo di continue sorprese...

L'album è stato mixato agli Real World Studios, in Inghilterra, creati da Peter Gabriel, praticamente un marchio di qualità. Un vero gioiello pieno di sfumature.

//She's… A classy bluesShe's… A classy blues

www.homrecords.be

 


MUZZIKA! Febbraio 2016 |

MAGHREB-LYON - Raï, Chaoui, Staïfi, Chaâbi, Kabyle, Malouf, 1972-1998, Frémeaux

Questo è un documento storico eccezionale: in tre volumi e un libretto pieno zeppo di informazioni, un'antologia delle musiche maghrebine create e prodotte a Lione dagli anni '70 agli anni '90 che, per l'editore Frémeaux, specialista delle tradizioni musicali popolari del pianeta, “fanno parte integrante del patrimonio popolare francese”.

Di cosa si tratta? Di centinaia di audio-cassette, prodotte e registrate da case discografiche presenti attorno a “Place du Pont” (oggi Place Gabriel-Péri), nel quartiere della Guillotièrie a Lione. Gli artisti sono per la maggior parte algerini, ma anche marocchini e tunisini, riflesso della preminenza dell'immigrazione algerina in Francia in quegli anni.

Questo lavoro notevole è stato realizzato dal Centro delle Musiche Tradizionali Rhône-Alpes e diretto da Péroline Barbet, che ci regala un libretto riccamente documentato, in cui spiega il ruolo sociale di primo piano che queste musiche giocarono all'interno delle comunità maghrebine.

Musiche per un'affermazione identitaria, spesso suonate dal vivo nei café e ai matrimoni da musicisti che il più delle volte erano “operai durante la settimana e artisti il week-end”. Tra loro: Omar El Maghrebi, Azzi Kaddour, Cheb Kouidier, Chaba Nacera, Rachid Staïfi, Louiza, Mokhtar Mezhoud, Louiza e molti altri...

Di cosa parlano queste canzoni? Cantano innanzi tutto l'esilio, vissuto nella maniera più triste: “Vivo in esilio/Il mio cuore malato/Malato di solitudine“, si lamenta Salah El Annabi in “Hata fi Annaba”; “Né padre, né sorella, né zio/Sola perduta nell'esilio“, canta Cheba Nacera in “La ma

la khayti”.

Le canzoni protestano anche contro le condizioni in cui sono trattati gli immigrati: “Eh Mohamed, i tuoi documenti! Devi tornare nel tuo paese!” ironizza, in francese, Arouah Lil in “Chabati”. Alcune possono anche diventare slogan politici: “J'en ai marre j'en ai marre (Ne ho abbastanza, ne ho abbastanza (in francese nel testo originale) / nekhdem fil usine (lavoro in fabbrica) (…) Preferisco Mitterand-Rocard”, canta à metà tra il francese e l'arabo Omar El Maghrebi in “J'en ai marre”.

Canzoni che celebrano anche, fortunatamente, l'amore e il matrimonio, tema preferito della canzone popolare in tutto il Maghreb: “È uscita dall'hammam/Fate per lei gli yuyu” si rallegra Mokhtar Mezhoud in “Lei è uscita dall'hammam”.

Oggi il CD ha sostituito le audio-cassette, e a Lione, Parigi, Marsiglia, le musiche maghrebine e i loro artisti vanno ancora alla grande, a giudicare dai manifesti sui muri delle città che annunciano i concerti degli uni e degli altri, e dagli anni '70 sono persino nate delle radio che diffondono esclusivamente questa musica, come Beur Fm per esempio, e permettono di addolcire un po' gli esìli dei nuovi arrivati e di nutrire il legame identitario di quelli vecchi...

//Omar El Maghrebi - J'en ai marre Omar El Maghrebi - J'en ai marre

www.fremeaux.com

 


MUZZIKA! Febbraio 2016 | ABAJI, Route & Roots, Absilone

Il musicista libanese Abaji ha compiuto un lungo viaggio durato cinque anni, che l'ha portato in una trentina di paesi e gli ha offerto la possibilità di diversi incontri musicali con artisti di Panama, della Cina, del Pakistan o del Ghana.

Il titolo, Routes & Roots” (Strade e radici) riassume perfettamente lo spirito di questo album, in cui il Medio Oriente, terra d'origine dell'artista, è la trama principale del canto, che si tesse mescolandosi con tutti questi incontri e con degli strumenti presi in questo o in quel paese dal multi-strumentista Abaji.

Un album dai toni malinconici, in cui Abaji canta, in arabo libanese, il suo malessere di “Orientale disorientato”, titolo di uno dei brani. “Ho dimenticato la città e ho dimenticato il mio nome/ La città è grande e io sono solo un bambino/ Io sono questo bambino, questo piccolo bambino” canta ancora in “Ana lwalad” (Io sono il bambino).

L'artista ha voluto scoprire la Turchia e l'Armenia, da cui ha riportato la malinconia del violino turco e del doudouk armeno, che costituiscono la struttura di brani strumentali come “Kadiköy”: come dei viaggi trasformati nel soffio di questi strumenti...

In “Essaouira” è la foga del flamenco a farla da padrona, per poi trasformarsi in musica balcanica: il legame tra le due musiche sono sicuramente i gitani. In “Serenity” l'ospite d'onore è l'India e Abaji riesce a far suonare la sua chitarra come se fosse un sitar.

Ci piacciono molto gli universi vaporosi e i colori grigio perla di questo artista vagabondo...

//Route&RootsRoute&Roots

www.abaji.net

 


MUZZIKA! Febbraio 2016 | LA ULTIMA ! Sylvie Paz & Diego Lubrano, « A la mar fui por naranjas», Arts & Musiques

“Ho cercato delle arance nel mare, ma il mare non me le può dare/ ho messo la mano nell'acqua per farmi trasportare dalla speranza

Questa copla (breve poesia) spagnola è stata musicata da Sylivie Paz e Diego Lubrano, rispettivamente alla voce e alla chitarra. Insieme ad altre poesie di questo genere e a composizioni dei due artisti, compongono un album che vuole celebrare le nozze del flamenco con il jazz e i ritmi latino-americani.

“Cosmos lady”, per esempio, è un brano deliziosamente swing con uno spirito anni '40, età dell'oro dello swing americano, che resta sempre attuale perché questo genere, proprio come il flamenco, è ormai immortale.

“Rueda Loca” è una rumba allegra e danzante, mentre “Torbellino”, con gli effetti vocali di SylviePaz, si vuole decisamente modern jazz.

La chitarra di Diego Lubrano irriga con il suo sangue e il suo fuoco vitale tutto l'album, insieme solare e caldo, dolce e potente. Il duo è affiancato da Bernard Meu (basso), Xavier Sanchez e Thomas Bourgeois (percussioni), e Philippe Guiraud (contrabbasso). Un altro delizioso album proveniente da Marsiglia, città musicalmente effervescente in questo momento! I due sono stati in concerto al Sunset di Parigi il 18 febbraio ed è prevista una serie di concerti a Marsiglia, ancora a Parigi e altrove.

//La Ultima ! au Mucem - 6 juin 2014La Ultima ! au Mucem - 6 juin 2014

http://artsetmusiques.com/

 


MUZZIKA! Febbraio 2016 | ILHAN ERSAHIN, Istanbul Sessions», Nublu Records

Si sistema con il suo sax, affiancato da altri musicisti, in una strada di un quartiere popolare di Istanbul, e comincia a suonare per i passanti...

Ilhan Ersahin, artista turco che vive a New York, ha realizzato un album, “Istanbul Sessions”, pieno di energia e creatività, che sembra riunire la vitalità e l'inventività di entrambe queste metropoli.

Cosa c'è di turco in questa musica? Uno spirito, un'atmosfera, che percorrono alcune composizioni: in “Mc Coy” per esempio, dal titolo molto anglo-sassone fra l'altro, è lo scalpitio dei cavalli che sembra di sentire nelle percussioni e le vaste steppe dell'Anatolia nel soffio dei fiati... Un ritmo e una melodia orientali in “Tarzanca”... Ma soprattutto, è la capacità di far “parlare” il suo sassofono per fargli raccontare una storia, attitudine, quella al racconto, prettamente orientale...

Un album formidabile dall'inizio alla fine!

//ILHAN ERSAHIN'S ISTANBUL SESSIONS - Selim (acoustic performance) ILHAN ERSAHIN'S ISTANBUL SESSIONS - Selim (acoustic performance)

www.nublu.net

 


MUZZIKA! Febbraio 2016 | MYRDDIN, Rosa de Papel, Zephyrus (Belgio)

Eravamo rimasti entusiasti nello scoprire il chitarrista Myrddin, nostro “Colpo di fulmine” di agosto 2013 (http://ita.babelmed.net/muzzika/13236-muzzika-agosto-2013.html).

Questa volta torna, circondato da una pletora di amici musicisti, con un bagaglio di maturità acquisito che gli permette di esplorare percorsi sconosciuti con una libertà che riesce perfettamente a padroneggiare e lo porta fino al free jazz. Un po' come un nuotatore riesce a lanciarsi nella vastità del mare solo grazie alla sua esperienza. E il risultato è entusiasmante!

Il flamenco e la chitarra restano il cuore, musicalmente parlando, ma a volte lo strumento diventa semplice colonna vertebrale di una composizione più ricca, in cui la musica è composta per essere suonata e improvvisata, insieme e simultaneamente, nello spirito proprio del jazz.

Gli artisti che Myrddin invita in questa avventura si chiamano: Michael Campagna, Alain Perez, Manu Masaedo, Jef Neve, La Susi, Nino de Pura, Alicia Carrasco, Koen de Cauter, e Ana Llanes. Insieme ci regalano una bellissima “rosa di carta”... e di musica!

//Myrddin - Rosa de Papel - album teaser Myrddin - Rosa de Papel - album teaser

www.zephyrusmusic.be

 


 

Nadia Khouri-Dagher

 n.khouri@orange.fr

 Febbraio 2016

Traduzione dal francese di Alessandro Rivera Magos

 

 

 

 

 

 

 

 


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