MUZZIKA! Maggio 2008 | babelmed
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KAWALIS MASR, vol1, Backstage Productions
MUZZIKA! Maggio 2008 | babelmedNon si parla spesso di musica egiziana, ed a ragione: nei negozi in Francia non sono presenti che i dischi delle grandi stars, a volte scomparse, e quelli delle “nuove voci” sono molto rari. Al contrario l'Egitto si muove e la sua scena musicale anche. Backstage Productions è una giovanissima casa di produzione egiziana (nata nel 2006) che vuole far conoscere i talenti emergenti del paese. Questo primo volume della collezione “Kawalis Masr” presenta 5 gruppi: Ahmed El Sawy dimostra che la tradizione della musica egiziana, tale e quale fu incarnata dalle grandi orchestre in cui tutti gli strumenti suonavano all'unisono, è ancora viva. Eskenderella (gioco di parole tra “Alessandria” e “Cenerentola”,molto simili in arabo) propone, su un ritmo militare e un nervoso accompagnamento di 'oud, una canzone dalle parole in codice: “Hanno ucciso la luna/Con una mitraglietta/La pioggia è caduta sul fiore rosso”: si sa che in Egitto la parola si va timidamente liberando, e che le prime manifestazioni di opposizione vedono la luce…”Wost el Balad” (traduzione: “Centro città”), con il titolo “Mawlay” (Signore) ci offre una reinterpretazione moderna del canto sufi, che si alza come un lungo lamento le cui tecniche vocali sono comuni a quelle della salmodia del Corano (i lunghi mmmm tenuti su una sola nota, i lunghi vocalizzi su una vocale e il canto un po' nasale). L'aggiunta della chitarra elettrica a questo canto ancestrale, su parole ambigue come quelle di un gospel (tutto è per te, cuore mio, anima mia, mio corpo...), dimostra più eloquentemente di ogni altra cosa che l'intrusione dell modernità in Egitto non ha ucciso la spiritualità… “Flamenca”, come indica il suo nome, propone un titolo tutto latino, dove ritmi salsa affiancano un contrabbaso, una chitarra spagnola, un piano cool, e… le melodie orientali chiaramente, in una composizione ben riuscita, e che avrebbe potuto benissimo vedere la luce a Parigi, New York o Rio… Ma già il grande Abdel Wahab, cantando dei tango in arabo negli anni '40, faceva della “world music” e della fusion ante-litteram: la mondializzazione non è nata ieri! Il nostro colpo di fulmine invece va a “Oghneya masriyya” (“Una canzone egiziana”), del gruppo Step by step, perché esprime perfettamente il buon umore e la nuova libertà della gioventù egiziana: “Wost el balad/ wa kobri Kasr el Nil/bent wou walad (…) Agmal ouyoun/ wou rihat el yansoun…." : “Al centro della città, sul ponte Kasr el Nil, un ragazzo e una ragazza (…) gli occhi più belli, e il profumo dell'anice…”): se i loro padri cantavano l'amore impossibile, deluso o triste,i giovani egiziani di oggi cantano i loro amori alla luce del giorno, lungo la corniche del Nilo e quei luoghi divenuti luoghi di incontro dei giovani innamorati. Ma l'antica tradizione poetica è sempre lì, con immagini come “gli occhi più belli” o “bella come la luna”, che cantano amori più felici di quelli degli avi. Una canzone davvero avvincente, che dovrebbe diventare un hit in Egitto, e in totale, cinque gruppi a seguire… Il CD in Francia non ha ancora distributori: avviso ai professionisti…




MOUSS & HAKIM, Origines contrôlées, Chansons de l'immigration algérienne, Atmosphériques

MUZZIKA! Maggio 2008 | babelmedNel lavoro Beur's melodies (Séguier, 2002), Bouziane Daoudi e Hadj Miliani mostrano che ruolo chiave abbia giocato e gioca ancora la musica nella storia dell'immigrazione algerina e maghrebina in Francia: dai primi anni dall'arrivo dei lavoratori celibi, negli anni 20, si creano dei caffé in cui gli esiliati si ritrovano per suonare la musica di casa propria, e soprattutto, per ascoltare le canzoni che produrranno le stars della canzone ormai installata nell'esagono, come Slimane Azem o Dahmane el Harrachi, di cui qui sono ripresi diversi titoli. Mouss & Hakim sono conosciuti dai tempi del gruppo Zebda (“beurre” in arabo…), gruppo impegnato di Tolosa, autori di canzoni di successo come "Tomber la chemise" o "Ca va pas être possible"…. Sul perchè di quest'album i nostri amici spiegano: “Per noi non è una qestione nostalgica. In quanto eredi dell'immigrazione, questo lavoro deve contribuire a modificare lo sguardo sull'immigrazione e la sua storia (…). S tratta di finirla con “il silenzio dei padri” e con uno stereotipo diffuso, quello degli “Chibanis” (gli anziani) sottomessi e murati in un silenzio che non avrebbe trasmesso niente alle generazioni seguenti (…) Queste canzoni sono una parte di storia dell'immigrazione nel nostro paese(…) sono canzoni della Francia”. Punto e basta. E hanno ragione! Così, ecco reinterpretate – a volte con l'accompagnamento molto francese di una fisarmonica e tutta l'energia dei ragazzi di oggi – alcune delle canzoni più celebri dell'immigrazione algerina, e che i giovani conoscono per averle ascoltate 100 volte, a casa o nei caffé, anche se non sono nati negli anni 40 o 60, ma i cui genitori erano legati a questo patrimonio che parlava nella loro lingua, quando la televisione e i giornali li ignoravano completamente, della loro vita quotidiana, del loro esilio, a volte del loro dolore e delle difficoltà di tutti i giorni, per tutti questi lavoratori allora stranieri.... Buona idea: i testi delle canzoni sono dati in due lingue, per cantare e capire! “Vogliamo far ricordare quanto la musica fosse presente per i nostri genitori, che non erano delle bestie da soma ma degli esseri umani, non sempre istruiti, ma sempre aculturati”, ricordano i nostri artisti. Quando la musica diventa fierezza ritrovata… o offerta ai genitori…
www.moussethakim.fr - www.atmospheriques.com



SLIMANE AZEM & NOUREDDINE MEZIANE, La carte de résidence, Coll. Patrimoine, Creativ Productions

MUZZIKA! Maggio 2008 | babelmedA buon diritto, i grandi nomi della canzone magrebina di una volta da qualche anno sono l'oggetto di numerose riedizioni.Così ecco un album consacrato a Slimane Azem, cantante cabilo dell'emigrazione e a Noureddine Meziane. Vi avevamo presentato Slimane Azem (1918-1983) in MUZZIKA! di Agosto (www.babelmed.net/index.php): era arrivato nel 1937 e lavorava come manovale a Longwy, prima di aprire un caffé nel 15° arrondissement a Parigi molti anni più tardi, di conoscere la fama, e di spegnersi nel Tarn-et-Garonne. Noureddine Meziane (1918-1999), arrivò in Francia nel 1972, cantò con Slimane Azem un centinaio di duetti, di satira e critica sociale, dei quali qui ritroviamo i più celebri. Anche lui nato in Cabilia, Meziane si fece notare ad Algeri nel 1938, quando cantava nella bettola in cui lavorava per M. Finkel, direttore del Pathé-Marconi: due anni dopo registra il suo primo album – comporra, in 60 anni di carriera, circa 500 canzoni. Poeta, scrittore, compositore, attore, uomo di radio, Meziane è uno dei fondatori della prima radio cabila, Radio Kabylie (antenata di Chaîne II), dove produrra numerosi sketches comici e programmi, come quello creato nel 1956, destinato a scoprire giovani talenti. Nel 1981 sarà radiato dalla lista dei medagliati per servizio alla cultura, a causa delle sue canzoni satiriche, specialmente quelle in duo con Azem… Un vero cofanetto d'antologia, quindi, questo CD, e un pezzo di storia algerina… ma anche francese, come direbbero Mouss & Hakim!
www.creativproductions.fr



EL TANBURA, Between the desert and the sea, World Village/Harmonia Mundi

MUZZIKA! Maggio 2008 | babelmedLa simsimiyya è una lira che si suona a Port Saïd e nella regione del Canale di Suez, la cui origine risale ai tempi dei faraoni: costituita all'origine dal carapace di tartaruga, lo strumento, che può contare dalle 6 alle 30 corde, ha in effetti la forma delle lire che si vedono sui bassorilievi faraonici, e la leggenda che le è associata – quella di una bella sirena che seduce i marinai al suono della simsimiyya – somiglia stranamente a una delle leggende di Ulisse… El Tanbura è un gruppo di strumentisti non tutti professionisti come spesso succede nei paesi del sud – alcuni sono pescatori, altri impiegati – creato nel 1989, che ha già prodotto un CD, "La simsimiyya de Port Saïd" (IMA, 1996), e si esibisce in diversi festival in Europa. Ed ecco qui il loro secondo album, con una serie di canzoni prese dal folklore della regione: una canzone omaggio alla città d'Ismaïlia, creata dal khédive Ismaïl, a metà strada dal Canale di Suez affinche le imbarcazioni potessero farvi scalo ("Waziery"); un'altra ("Sara lay"),canzone beduina del Sinaï in arabo beduino (pronunciando delle "g" al posto delle "q"), che è ormai entrata a far parte del patrimonio culturale egiziano; un inno religioso al Profeta Mohammed e altri santi (bizarramente tradotto in "Entre la mer et la terre":???), su un ritmo ripetitivo proprio della canzone dei "mouleds", le feste religiose popolari che festeggiano l'anniversario del santo. Insomma, un album-scoperta per coloro che si interessano all'Egitto e alle sue musiche tradizionali.
www.eltanbura.com



AMALIA RODRIGUES, Coll BDworld, Nocturne

MUZZIKA! Maggio 2008 | babelmedLa collezione Bdworld, di Nocturne, propone, insieme ad un cofanetto di 2 CD di un grande artista, un fumetto originale, realizzato da giovani artisti grafici (qui è Aude Samama, nata nel 1977). Amàlia Rodrigues è per il fado quello che Oum Kalthoum è stata per la canzone araba, La Callas per il canto lirico, o Ella Fitzgerald per il jazz: una stella, un mito, un punto di riferimento, artisti che continuano a vivere anche dopo la morte. In questo cd sono riunite canzoni degli anni che vanno dal 1945 al 1955, sarebbe a dire il debutto di questa grande star. Nata nel 1920 in una famiglia povera di Lisbona, Amalia a 15 anni vende frutta al mercato e ama cantare i tango tristi dell'argentino Carlos Gardel, all'epoca molto in voga (nello stesso cofanetto ci sono diversi tango). Amalia canta il fado in pubblico per la prima volta ad una festa di beneficienza, e la sua voce è notata: nel 1939, riceve un ingaggio dalla famosa scuola di fado "Retiro da Severa". Ed è l'inizio di una lunga carriera, che la vedrà girare il mondo intero, registrare 170 film, recitare in una dozzina di film e altrettante operette. Il fado, genere musicale dalle origini incerte, nato probabilmente nel XIX° secolo dalle malinconiche canzoni importate dal Brasile dai marinai portoghesi, si è poi sviluppato, come il tango a Buenos Aires, nei quartieri poveri della capitale portoghese, dov'è cresciuta Amalia: Alfama, Bairro Alto, Mouraira, Castelo,… Ma Amalia darà al genere un certo titolo di nobiltà portando al fado i più grandi poeti del Portogallo, che si metteranno a scrivere per lei (Amalia amava dire: "io non canto il fado, è il fado che canta attraverso di me"…): José Regio, Pedro Homem de Mello, Manuel Alegre,…. Per lei è stato musicato persino il poema del grande Luìs de Camões, poeta del XVI° secolo! Accusata a torto di essere vicina al governo di Salazar, Amalia ritrova il suo pubblico negli anni 80, e nel 1990 è decorata dal Presidente Mario Soares. Alla sua morte, nel 1999, è decretato il lutto nazionale e sarà la prima donna ad entrare nel Pantheon nazionale. Un album dal suono a volte "graffiato" dei primi 33 giri, che restituirà tutta la magia degli anni che fecero conoscere colei il cui repertorio, come quello di una Ella o di un'Oum Katlhoum, continua ad essere cantato dai giovani artisti di oggi.
www.nocturne.fr


Nadia Khouri Dagher
(16/06/2008)

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