MUZZIKA! Settembre 2011  | Nadia Khouri-Dagher
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Nadia Khouri-Dagher   
Le coup de coeur de babelmed
MUZZIKA! Settembre 2011  | Nadia Khouri-DagherLouis Winsberg, MARSEILLE MARSEILLE, Such Productions, Distrib. Harmonia Mundi
Qualora Louis Wisenberg decidesse di ripubblicare quest’album, dovrebbe senz’altro eliminare il primo brano, “Pourquoi cette ville “ (Perché questa città), un testo recitato in cui spiega perché ha composto l’album, che sarebbe stato meglio inserire nel libretto del cd piuttosto che fra i brani dell’opera. Perché questa città? Il musicista, che vi è nato e vive a 30km di distanza, ce lo spiega:

“Grande città che sonnecchia cullata dai venti, dalla forte personalità, con un forte accento, città di coabitazioni radicali, di quartieri caldi molto funky, circondata dal mare…
Marsiglia mi fa sognare, non perché vi sono nato, ma perché racchiude in sé un métissage che somiglia molto a quello che io perseguo da anni, figlio insieme della strada e del Mediterraneo…”

Ecco dunque un ottimo disco, errore del brano d’apertura a parte, tipicamente marsigliese nell’abbracciare le musiche e alcune delle tante lingue che si ritrovano nella città-porto: ritmi arabi, lingua araba o spagnola, chitarra flamenca, (Louis Winsberg ha imparato a suonare la chitarra da ragazzino a Eygallières da amici gitani, tra cui i fratelli Los Reyes che diventeranno poi i Gipsy Kings), percussioni africane…
In quest’album Louis Winsberg riafferma di essere prima di tutto un grande musicista jazz (è anche chitarrista del gruppo Sixun e ha registrato un duo di chitarra con Sylvain Luc), e presenta eccellenti composizioni. Il jazz infatti è la lingua materna dell’artista, il suo centro di gravità, che gli permette di esplorare liberamente gli altri territori musicali.
Gli appassionati di chitarra potranno godersi gli assolo di un musicista che ha ricevuto il primo premio come solista al Concorso nazionale di jazz de La Défense nel 1983 e nel 2008 è stato insignito del “Django d’Oro”; gli amanti del jazz apprezzeranno le melodie di Julien Lorau al sax soprano o di Christophe Lampidecchia alla fisarmonica; e gli appassionati di musiche del mondo la varietà di spezie e di colori portate dai numerosi musicisti di ogni provenienza, per la maggior parte residenti a Marsiglia, invitati in quest’album: Antonio “El Titi” alla chitarra flamenca, Aziz Sahmaoui al bendir e karkabù, Bijan Chémirani allo zarb e bendir, Nantha Kuma al gangira e daf, solo per citarne alcuni…
Per ascoltare “La camarguaise”, cantata da Mona:
www.youtube.com/watch
www.winsberg.com


MUZZIKA! Settembre 2011  | Nadia Khouri-DagherACCORDION SAMURAI, Homerecords (Belgique)
Hanno dato un concerto a Marsiglia il marzo scorso, in occasione del festival Bab El Méd Music, tenendo la sala senza fiato per circa un’ora! Ed è soprattutto dal vivo che bisogna ascoltare i nostri cinque fisarmonicisti, perché le loro cinque fisarmoniche in scena sono davvero intense!
Cinque fisarmonicisti, dunque, con provenienze diverse, che decidono di suonare insieme musiche ispirate alle tradizioni dei loro cinque paesi e di altri in cui la fisarmonica ha una tradizione importante, come il Madagascar. Suonano tutti la fisarmonica diatonica, a testimoniare il revival che questo strumento vive negli ultimi decenni in tutta Europa.
Infatti, se la fisarmonica diatonica, che Marc Perrone ha rivalutato in Francia, veniva suonata soprattutto nell’ambito delle musiche tradizionali o di folklore fino agli anni ’60, la nuova moda delle musiche folk arrivata dall’America e che ha conquistato poi anche l’Europa, in quegli stessi anni ha ridato valore a strumenti e musiche provenienti dalla tradizione popolare: si pensi ad Alan Stivel o ai Malicorne in Francia e alla moda della musica celtica degli ultimi decenni…
Accordion Samurai riunisce cinque fra i migliori ambasciatori della fisarmonica diatonica in Europa: il belga Didier Laloy, il finlandese Markku Lepistö, il francese Bruno Le Tron, l’irlandese David Munnelly e l’italiano Riccardo Tesi. Ciascuno di loro, nel proprio paese, è impegnato in diversi gruppi e formazioni e come tutti i fisarmonicisti ha sperimentato i repertori più diversi: dal folk al jazz, passando per le danze popolari o le musiche per film.
In quest’album ci sono arie danzanti – infatti la fisarmonica in Europa è servita prima di tutto a far ballare le folle nelle feste di villaggio o nelle sale da ballo popolari – e altre malinconiche, come può esserlo una ballata irlandese, per esempio. Lo spettacolo è stato creato inizialmente nel maggio del 2010, nell’ambito dei Joutes Musicales du Chantier, a Correns, nel sud della Francia, da un’idea della belga Frédérique Dawans. Il debutto di un gruppo cui auguriamo di girare il mondo!
Per ascoltarli: www.mondomix.com/fr/video
www.thesamurai.jimdo.com - www.homerecords.be


MUZZIKA! Settembre 2011  | Nadia Khouri-DagherChet Nuneta, PANGEA, Le Chant du Monde
Canti provenienti da tutti i paesi, dalla Siberia al Vietnam, dall’Africa centrale alla Moldavia, nelle lingue più diverse, comprese alcune immaginarie: questa è la specialità del gruppo Chet Nuneta, composto da un trio di cantanti e due percussionisti, che presenta un album il cui titolo è la loro versione di “l’intero pianeta”.
Chet Nuneta è nato dieci anni fa dall’incontro di tre cantanti francesi provenienti dal mondo del teatro, della danza e del clown: Daphné Clouzeau, Juliette Roussille e Valérie Gardou. Il gruppo all’inizio si chiamava Les Enchantêtues (di cui Chet Nuneta riprende le lettere) e in seguito ha anche aumentato il numero dei propri componenti.
Quest’album ci è piaciuto molto, perché gli artisti riescono a farci viaggiare attraverso le tradizioni e le tecniche vocali di diverse culture. Così, passiamo dall’universo pigmeo, dalla polifonia sofisticata e i sorprendenti yodel (“Pygmées Blues”), alla Cina, con un canto in mandarino dagli accenti acuti come il canto delle donne (“Ni yuan bu yuan”), e poi alla Siberia con una poesia cantata in komi, popolo che vive nella taïga (“Komi”). Uno degli aspetti più interessanti di questo disco sta nel suo dimostrare che le melodie tradizionali anticamente viaggiavano quanto una canzone di Michael Jackson oggi e il disco infatti presenta alcune melodie comuni a diversi paesi: Italia/Romania, Spagna/Monda arabo, o più sorprendentemente Spagna/Bulgaria. D’altronde anche noi conosciamo melodie provenzali che si cantano in Libano e vice versa…
Davvero complimenti a Chet Nuneta, non solo per la performance vocale e scenica – le cantanti sono anche percussioniste e si accompagnano con bambù, cimbali, sonagli, udu, berimbau, molle, tammorra, ecc., usando persino percussioni sul corpo, molto utilizzate in diverse culture. Questo trio vocale ci offre così, in un piccolo cd, una piacevolissima lezione di etnomusicologia e un breve giro del mondo in una dozzina di canzoni!
Per ascoltare “Ni yuan bu yuan”: www.youtube.com/watch
www.myspace.com/chetnuneta
www.troisquatre.com/fr


MUZZIKA! Settembre 2011  | Nadia Khouri-DagherAkli D., PARIS HOLLYWOOD, Rue Bleue, Distrib. Rue Stendhal

Parigi è diventata, insieme a Tizi-Ouzu, l’altra capitale della musica cabila nel mondo, a giudicare dal numero di artisti cabili che qui vivono e producono dischi. Chi ricorda che il primo successo in Francia di una canzone maghrebina fu, molto prima del raï di Khaled e compagni negli anni ’90, una dolce ballata cabila cantata da Idir nel 1976: “A Vava inouva” (Il mio papà), prima canzone maghrebina a passare sulle radio francesi?
Akli D, stabilitosi a Parigi negli anni ’80, vuole entrare fra le fila dei cantanti cabili che difendono la loro lingua e la loro identità, come testimoniano diversi brani di questo terzo album come “Yeliss N’tizi Ouzou” o “Tizili”, in parte cantati in cabilo.
Akli D. racconta francamente di essere autodidatta e di aver iniziato a cantare per le strade e nelle piazze pubbliche (in particolare davanti a Beaubourg). Rivendica due eredità: quella dei grandi artisti cabili e algerini come Idir o Cheikh El Hasnaoui, e quella di artisti americani folk come Bob Dylan e Neil Young, con i quali condivide una stessa tradizione di canzoni pacifiste.
L’ombra dello zio Dylan si percepisce diretta in una canzone come “Arggu”, cantata in cabilo, dove il nostro musicista-chitarrista si accompagna con l’armonica a bocca, proprio come il grande Bob…
Un album che piacerà a tutti coloro che in qualche modo sono legati all’identità cabila.
Per ascoltare “A vava inouva”: www.youtube.com/watch
www.myspace.com/aklid


MUZZIKA! Settembre 2011  | Nadia Khouri-DagherHossam Ramzy & Phil Thornton, EGYPT UNVEILED, Arc Music
Questo è decisamente un disco da regalarvi se amate l’Egitto, perché vi riporterà sia la non curanza del Nilo che l’energia della città del Cairo e i ritmi mediorientali alla base della danza del ventre, di cui l’Egitto è l’ombelico.
L’egiziano Hossam Ramzy è uno dei percussionisti orientali più richiesti sulla scena internazionale: collabora agli album e ai concerti di artisti molto diversi come Peter Gabriel (per gli album “Passion” e “Us”), Robert Plant e Jimmy Page, Cheb Khaled, Rachid Taha e Shakira. Al suo attivo conta già una ventina di album di cui una serie dedicata all’Egitto, in cui questa produzione si inscrive. Per quest’album collabora con Phil Thornton, specialista di sonorità elettroniche, che modernizza le melodie e i ritmi orientali.
Come per i precedenti, l’artista ha registrato l’album al Cairo circondato da musicisti egiziani e si potranno ascoltare il suono familiare del mizmar, i fiati tradizionali, l’arghul, il clarinetto di bambù a canna doppia, e del kawala, flauto obliquo diverso dal ney.
Un buon disco di lounge music, di musica d’ambiente per le vostre serate e le vostre cene, o come illustrazione sonora di un documentario o di un film.
Per ascoltarlo: www.youtube.com/watch
www.hossamramzy.com


Nadia Khouri-Dagher
Traduzione dal francese di A.Rivera Magos
(13/09/2011)


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