Belvedere di San Leucio, tra utopia e realtà | San Leucio, Reggia di Caserta, socialismo illuminato, Gaetano Filangeri, Vanvitelli, Maria Carolina, San Ferdinando Re, stoffe broccate, seta
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Stefanella Campana   

Belvedere di San Leucio, tra utopia e realtà | San Leucio, Reggia di Caserta, socialismo illuminato, Gaetano Filangeri, Vanvitelli, Maria Carolina, San Ferdinando Re, stoffe broccate, seta

Mentre in Francia nel 1789 scoppia la rivoluzione, e re e nobili finiscono sotto la ghigliottina, nei pressi di Caserta e della sua splendida reggia, il re Ferdinando IV di Borbone scrive uno statuto utopico – ispirato all’insegnamento di Gaetano Filangeri e voluto dalla consorte Maria Carolina d’Asburgo-Lorena - che stabilisce leggi e regole ispirate ad una forma di socialismo illuminato per la Real Colonia serica di San Leucio, sorta grazie al padre, il re Carlo di Borbone nel 1778. Si sanciscono meritocrazia e pari diritti per tutti, anche tra donne e uomini, la libera scelta nei matrimoni, esaltato il valore della fratellanza; abolita la proprietà privata e garantita l’assistenza agli anziani e agli infermi; si istituisce la prima scuola dell’obbligo d’Italia femminile e maschile che include discipline professionali. Sono 11 le ore di lavoro contro le 14 nel resto d’Europa e ai lavoratori viene data una casa all’interno del borgo industriale, dotata di acqua corrente e servizi igienici. Non a caso alle maestranze locali si aggiungono presto anche artigiani francesi, genovesi, piemontesi, messinesi, attratti dai molti benefici.

Belvedere di San Leucio, tra utopia e realtà | San Leucio, Reggia di Caserta, socialismo illuminato, Gaetano Filangeri, Vanvitelli, Maria Carolina, San Ferdinando Re, stoffe broccate, setaMerita davvero fermarsi a San Leucio per visitare il “Belvedere”, caso unico in Europa di una fabbrica all’interno di una dimora reale. Il castello rinascimentale, da cui si gode una splendida vista panoramica su Napoli, fu ingrandito e trasformato in un centro manifatturiero dall’aiutante di Vanvitelli, l’architetto Collecini, per volere del re Ferdinando. Vi si entra attraverso un cancello sormontato da un arco sovrastato dallo stemma reale sostenuto da due leoni. I quartieri operai sono collegati al palazzo del Belvedere da una scalinata a doppia rampa che racchiude le scuderie reali. Molto interessante il percorso su due piani di archeologia industriale nella fabbrica serica con i suoi due grandi torcitoi, un tempo mossi da macchine idrauliche oggi da motori ricostruiti sugli antichi disegni esistenti, l’ampia sala con telai in legno perfettamente funzionanti, strumenti per la lavorazione della seta, la mostra di manufatti, la cuculliera dove venivano allevati i bachi da seta. Nei primi decenni dell’Ottocento, l’introduzione della macchina Jacquard arricchì la produzione di stoffe broccate di seta, d’oro e d’argento con una gamma ricchissima di colori. La “Casa del tessitore” offre uno spaccato fedele dell’abitazione tipica dell’operaio leuciano e della sua vita quotidiana.

Belvedere di San Leucio, tra utopia e realtà | San Leucio, Reggia di Caserta, socialismo illuminato, Gaetano Filangeri, Vanvitelli, Maria Carolina, San Ferdinando Re, stoffe broccate, setaAll’interno del Palazzo del Belvedere si può ammirare anche l’affascinante appartamento reale dove spicca il “bagno di Maria Carolina”, per le dimensioni quasi una piscina, interamente dipinto nel 1792 dal primo pittore di corte Philiph Hachert; la sala da pranzo affrescata con storie della vita di Bacco da Fedele Fischetti; la camera da letto, sul cui soffitto si ammira l’Aurora, opera di Giuseppe Cammarano, e il Coretto, da cui i sovrani seguivano le celebrazioni liturgiche nella sottostante chiesa di San Ferdinando Re, con i delicati dipinti di Carlo Brunelli. La visita si completa con i Reali Giardini all’italiana, disposti su sette terrazze.

Il progetto utopico del re Ferdinando finì con l’Unità d’Italia quando tutto venne inglobato nel demanio statale e la lavorazione fu man mano abbandonata. Poi il lungo restauro. Oggi, il Real Palazzo, diventato parte del patrimonio dell’umanità, con il suo Museo della Seta, offre pure laboratori didattici per gli istituti scolastici. E la tradizione si perpetua anche oggi in San Leucio. Ne sono un esempio di successo, i tessuti preziosi della “signora della seta”, Annamaria Alois, che ha continuato la tradizione di famiglia, proprietaria di setifici fin dal 1885. Lei ha messo a frutto la laurea in matematica e in informatica applicata per avviare negli anni Ottanta la sua attività di imprenditrice a san Leucio, producendo damaschi, broccati, all’80% esportati all’estero: Corea, Russia, Paesi Arabi, Stati Uniti, Giappone. Il suo nome è noto nel mondo del cinema, anche a Hollywood: sono suoi i bellissimi costumi di molti film d’epoca famosi, come quelli in “L’altra donna del Re” in cui Scarlett Johansson e Natalie Portman sfoggiano, nei panni delle sorelle Bolena, magnifici abiti realizzati con le preziose sete di san Leucio. Tradizione e business in un angolo del Casertano che desta ammirazione e che merita di essere conosciuto.

 

Belvedere di San Leucio

Via Atrio Superiore

81020 San Leucio

Caserta

800.41.15.15 (la guida è obbligatoria)

 


 

Stefanella Campana

21/08/2015