Nuoro, terra di contrasti  | Gavina Ciusa
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Gavina Ciusa   
Problema legato alla povertà e all’ignoranza quello dei feroci maltrattamenti subiti da bambino da Gavino Ledda (Siligo, SS 1938), e raccontati nel suo libro “Padre padrone” (MI 1975). Problema che colpisce tutte le classi sociali, vecchio come il mondo, al quale la Provincia di Nuoro presta particolare attenzione, promovendo in città l’O8, l’ Ombudsman for Children 8 , l’O8 dei Garanti dei bambini, che condivide le direttive dell’ENOC (European Network of Ombudsman for Children, Rete Europea dei Garanti dell'Infanzia) e dell’Unicef Innocenti Research Centre (IRC), che l’hanno sostenuto nella preparazione con risorse umane e organizzative.
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Primo Meeting internazionale dell’O8, tenuto col patrocinio del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che ha presentato un disegno di legge per l’istituzione della figura del “Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza” in Italia. E all’interno di Arco Latino, al quale aderisce, nato nel 2002 come spazio di cooperazione politica nel Mediterraneo che, con lo scopo di trovare soluzioni a problemi comuni, raggruppa 41 province italiane, 17 Diputaciones spagnole e 12 Départements francesi.

I delegati delle Istituzioni e i Garanti della Tutela dei Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza provenienti dagli stessi paesi che fanno parte del G8, si sono riuniti il 25 e il 26 giugno 2009 nell’aula consiliare della Provincia di Nuoro. Li ha accolti il presidente Roberto Deriu sottolineando l'importanza di esaminare come i temi relativi alla crisi economica condizionano i soggetti più deboli. Di formulare proposte finalizzate ad alleviare tali problemi, da portare all'attenzione dei governi riuniti nel G8 che si sarebbe tenuto dall’8 al 10 luglio 2009, a L’Aquila, in Italia, perché « dobbiamo essere pronti a far crescere e a far spazio a un nuova realtà più giovane, nella quale i diritti dei minori dovranno essere tutelati nei modi opportuni». Il sindaco di Nuoro, Mario Demuru Zidda, ha aggiunto che «è questa la sfida a cui nessuna delle Istituzioni può sottrarsi.» «In particolare -ha affermato il garante degli Stati Uniti Jeanne Milstesin- si deve elevare la nostra discussione sui diritti dell'infanzia ai più alti livelli. Fare nostre le parole di Obama e dire che anche in questo campo si può cambiare facendoci sentire tutti insieme».
Al meeting hanno partecipato Jeanne Milstein, Child Advocate, Connecticut, USA; Marvin Bernstein, Children’s Advocate Saskatchewan e Sylvie Godin, Quebec, Canada; Chieko Sakurai e Noriko Morisawa, Japan; Dominique Versini, Défenseure des enfants, France; Alexei Golovan, Ombudsman for Children Moscow, Russia; Patricia Lewsley, Northern Ireland Commissioner for Children and Young People, UK; Marlene Rupprecht, Children’s Commission, German Parliament, Germany ;Lucio Strumento, Pubblico tutore dei minori, Veneto, Italy. Si sono scambiati informazioni, hanno discusso e studiato possibili misure da adottare a tutela dei minori, sempre più strettamente legate a grandi temi internazionali come povertà, malnutrizione, immigrazione, lotta al terrorismo, mantenimento della pace, cambiamenti climatici, salute. Hanno assunto l’impegno di vigilare su dinamiche globali in continuo cambiamento che creano opportunità insieme a grossi rischi, e di condividere responsabilità in confronti approfonditi e costruttivi che migliorino la comprensione internazionale dei problemi dei minori, incoraggi e tuteli l’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo.

Un passo che coinvolge Nuoro in una dimensione attenta ai problemi internazionali. Ai quali, localmente, altri se ne aggiungono. Incalza la povera società del niente, così mirabilmente descritta nella periferia di Cagliari da Sergio Atzeni (1925-1995) in “Bellas mariposas”(1995). La memoria, base per l’innovazione, si perde in un tessuto sociale sempre più condizionato dai media che ne violentano regole, valori, cultura. L’identità si appiattisce in un magma d’ignoranza, disimpegno, burocrazia. Affoga, aggravata dalla crisi, tra restrizioni di finanziamenti e necessità di studi e aggiornamenti basilari, anche sul piano economico, per migliorare le condizioni lavorative e creare nuove realtà di sviluppo. E non paia una forzatura accostare due città un tempo molto distanti come Cagliari e Nuoro. Osserva Maria Giacobbe, autrice di romanzi e saggi tradotti in molte lingue, nata e cresciuta a Nuoro, intellettuale attiva in campo internazionale, dal 1959 vive e lavora a Copenaghen: «Quando vengo inviata a tenere conferenze e dibattiti, le realtà che incontro a Nuoro sono simili a quelle di altre città della Sardegna e d’Italia. Stessa composizione sociale, lettura degli stessi libri, ascolto di stesse trasmissioni alla radio e alla televisione. Non trovo più differenze. Mi resta la Nuoro della memoria, il rione di San Pietro dove si trovava la mia casa. La casa di Grazia Deledda, acquistata dalla sorella di mia madre molto prima che diventasse museo. In quella casa ho vissuto momenti bellissimi, a leggere tranquilla e indisturbata tra zii e cugini molto più grandi di me.»
Nel Comune di Nuoro la popolazione straniera conta 749 presenze su un totale di 36.443 abitanti (ISTAT 31.12.2009). Nel nuorese, molti immigrati lavorano nell’ambito agropastorale. L’integrazione c’è, ma c’è anche un fenomeno di sfruttamento per cui svolgono lavori che altri non vogliono fare: le badanti, i muratori, i servi pastori. In campagna tutto il giorno, con orari di lavoro improponibili e con retribuzioni da fame, perché inconsapevoli dei loro diritti. Una realtà che di riflesso danneggia anche i lavoratori locali, i cui diritti acquisiti non possono più essere rivendicati. Certo le condizioni non sono tutte uguali, ma molto è dettato dal risparmio che si realizza assumendo un extra comunitario. Non solo. Lo sfruttamento della ‘concorrenza’ straniera si lega al rapporto fra manodopera e imprese. E la libera circolazione della prima ha portato un’emigrazione di imprenditori che si spostano verso i paesi dove la manodopera costa meno, sempre a scapito dei diritti dei lavoratori locali che, comunque, hanno gli stessi diritti e doveri degli immigrati. Il nullaosta al lavoro è legato alla verifica che il richiedente sia in regola con le assunzioni, ma non si fanno verifiche sulla corretta applicazione del Contratto collettivo nazionale del lavoro. È chiaro che se un datore di lavoro assume un giovane marocchino, non cerca una colf ma uno che lavori in campagna. Sono molti gli stagionali assunti per un lavoro che si concentra solo su determinati settori quali l’agricoltura, la pastorizia, e il turismo. Ormai da due anni non si hanno offerte di lavoro stabile. Gli indici dei tassi di disoccupazione sono abbastanza alti ma non si assumono disoccupati sardi o immigrati già sul territorio con permessi di soggiorno lunghi. Si preferisce chiamarne sempre di nuovi.
Di positivo c’è che i sardi sono tolleranti e disponibili, anche perché nella memoria collettiva resta il periodo in cui sciamavano in Germania e in America. A detta degli stessi emigranti, qui si trova più umanità, più disponibilità che in altre regioni. Riescono a inserirsi. Si organizzano cene tipiche. Nascono amicizie. In genere non si verificano casi di razzismo e di frequente si sentono neri parlare in dialetto. I bambini sono pochissimi . Ci sono ragazzi nati qui, che lavorano coi genitori, per lo più ambulanti senegalesi che, con i marocchini, costituiscono le comunità più numerose. Ci sono anche rumeni, qualche indiano, egiziano, pachistano. I cinesi aprono ristoranti e attività commerciali, chiedono nullaosta per lavoro subordinato, raramente sono assunti da italiani e lavorano per altri cinesi; sono inseriti ma sempre un po’ defilati. Anche le Istituzioni mostrano una sensibilità crescente per il fenomeno. La Regione, sotto la giunta Soru, si era dotata di un piano triennale di programmazione degli interventi e i finanziamenti erano passati dai 250mila euro a 1milione e 300mila euro circa. A Nuoro sono stati impiegati finanziamenti per attivare e mantenere operativi gli Sportelli Unici che forniscono consulenze, aiutano a conoscere i propri diritti e a svolgere le pratiche necessarie all’integrazione. Si tengono corsi d’italiano. Interpreti o assistenti sociali sono incaricati dal Comune del rapporto con gli stranieri. Alla Fiera di Cagliari –e in altre manifestazioni- sono presenti Stand con produzioni di tutte le comunità, comprese quelle artistiche.
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Ma il sogno di trovare un impegno coinvolgente e maturo che vola sempre alto, senza la venalità che il vero sardo disdegna perché, come scriveva Antonio Pigliaru, «Il danno patrimoniale in quanto tale non costituisce offesa né motivo sufficiente di vendetta» (‘La vendetta Barbaricina come ordinamento giuridico’, MI 1959, art 12 Le offese), svanisce davanti alla scarsa attenzione per l’ambiente urbano. Di palazzi, strade, piazze che avevano dato personalità alla città e ne avevano seguito la storia, si altera lo spirito con pesanti manomissioni ignoranti d’architettura. Pare siano degni di tutela solo i rioni in degrado (abusivi e/o remunerativi?). Sterili manifestazioni di incompetenza che chi dovrebbe ostacolare col peso della propria preparazione, strumentalizza esaltando il niente di queste e di altre manifestazioni creative, per avere sicurezza di emergere. In qualche modo ostacolando, fin dagli anni Sessanta del ‘900, il proseguo della crescita armonica di Nuoro e del suo tessuto sociale.
Eppure in città, sono presenti Biblioteche e Musei intelligenti e godibili. Tra le prime, la storica Biblioteca "Sebastiano Satta", attiva dal dicembre 1945. Capofila del Consorzio per la pubblica lettura, ha in dotazione oltre 150.000 volumi, 200 abbonamenti a periodici, 500 banche dati su CD-Rom, 1000 audiocassette, 5000 videocassette, 800 CD audio, 2000 dischi in vinile. E offre un gran numero di servizi a singoli, biblioteche, enti, scuole, associazioni. E la Biblioteca dell’ISRE, Istituto Superiore Regionale Etnografico, inaugurata nel 2006, specialistica, guarda alle scienze umanistiche, in particolare demoetnoantropologiche con approfondimenti sull’antropologia visuale, su museografia e museologia. È attenta alla Sardegna con una vasta sezione di opere rare e di pregio, e ne promuove lo studio della vita attraverso le trasformazioni e le relazioni con gli altri popoli dell'area mediterranea. Forse la più ampia del settore, fa parte del circuito del Sistema Regionale della Sardegna SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) con il catalogo (OPAC) di buona parte del patrimonio librario disponibile in Internet.
Poi i Musei. Il Museo Archeologico Nazionale con reperti fossili; ossa e crani di mammiferi dell’età plio-pleistocenica; e gioielli, conchiglie, ambre, bronzi del Neolitico e dell’epoca nuragica. Lo splendido Museo Deleddiano ricostruisce gli ambienti e arredi originali nella casa natale di Grazia Deledda. Li accompagna a documenti della sua attività letteraria, teatrale e cinematografica, oggetti personali, la riproduzione del Diploma di conferimento del Premio Nobel. Il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde, ospitato in una struttura che riproduce la tipica architettura rurale sarda, documenta la tradizione, dai diversi tipi di pane confezionati nel territorio, agli oggetti, utensili e arredi; dagli strumenti per la filatura, tessitura e sartoria, al gran numero di antichi costumi, accessori e splendidi gioielli; dalle maschere tipiche del carnevale barbaricino agli strumenti musicali. Il MAN, Museo d’Arte Provincia di Nuoro, nato nel 1999, accolto in un palazzo del XIX secolo del centro storico, si distribuisce su quattro piani. Il secondo e terzo piano dedicati alle esposizioni permanenti, dalla collezione di opere degli esordi della giovane arte sarda (1900-1940) ai giorni nostri. Il primo e l’ultimo mostre temporanee attente al contemporaneo e all’innovazione. infine il 20 maggio 2010, nei locali restaurati dell’Ex-Tribunale, si è inaugurato il Museo Francesco Ciusa, (Nuoro 1883–Cagliari 1949) dedicato all’iniziatore della scultura moderna nell'Isola; l’esposizione è permanente e comprende nove gessi della grande statuaria dell’artista, numerosi lavori in terracotta e pasta marmorea, disegni e documenti d’archivio.
Per indagare il tessuto sociale ci si affida alla ‘vox populi’ che porta a scoprire una rete di volontariato, para Istituzionale e/o autonomo, quanto mai attivo localmente e all’estero. Non solo la Chiesa, ma i laici che impegnano gratuitamente il loro tempo libero. Professionisti e gente comune che non sgomitano per il primo piano. Usano il plurale e sono tanti da non poterli nominare tutti.
“ARCI Solidarietà e Sviluppo” di Nuoro, alla cui presidenza si alternano l’insegnante saggista Annaluisa Corsi e l’avvocato Stefano Mannironi, si muove in modo attivo nel sostegno degli stranieri. Forte di un’attività documentata e condotta con immutato impegno dal 1997 a oggi, ha aperto nel 1998 il primo sportello informativo per gli stranieri, corsi di lingue, convegni. Opera per la tutela dei diritti umani, l’assistenza a stranieri, detenuti e deboli. Ha condotto la campagna ‘Un ponte per Bagdad’. Ha lavorato per la Palestina, tra l’altro con un progetto sovvenzionato dalla Regione, di cooperazione col campo profughi di Aida. In un gemellaggio tra l’associazione di Nuoro e quella del Brasile (presidente Laura Orunesu, medico di Bitti che lì vive e lavora) si è attivata per impiantare arnie, avviare l’apicoltura e ‘La casa del miele’ per la sua produzione e il commercio. Dice Annaluisa Corsi: «I due piani culturale e sociale procedono in parallelo, senza privilegiare uno a discapito dell’altro. Per noi fare cultura significa scoprire il volto dell’altro.»
In collaborazione con la Provincia di Nuoro e la Biblioteca Sebastiano Satta, l’ARCI organizza Convegni. Tra gli altri, nel 2009, ‘La tutela dei diritti umani in Italia e nei paesi del Mediterraneo’ con la partecipazione di Cristopher Hein, direttore del CIR, Centro Italiano per i Rifugiati di Roma, e Daria Alfieri, responsabile dell’Ufficio stranieri della Questura di Nuoro. Nell’aprile 2010, ‘La donna africana nella società e nella chiesa’ che, in linea con altre associazioni nel mondo, promuove la campagna internazionale per l’assegnazione del Nobel per la Pace alle donne africane. «Sappiamo bene –precisa la Corsi- che stanno diventando donne libere. Sono attive, determinate, creative, curano la famiglia, mettono su cooperative, cominciano ad avere accesso al microcredito, a entrare in politica e nei governi. Lo sviluppo dell’Africa cammina con le loro gambe!»
Nell’Arci, Stefano Mannironi cura la tutela legale all’interno e all’esterno delle 5 carceri di Nuoro e Provincia. Realizza sogni, come quello di accompagnare 25 detenuti in pulman, dalla carceri di Mamone allo Stadio di Cagliari, per vedere una partita di calcio. «Ha funzionato tutto alla grande -commenta- il Cagliari ha segnato 4 goal!». Delle visite ai Musei, come quelle dei detenuti del carcere di Badu'e Carros al Man, dice: «Sono ormai due anni che operiamo in tal senso. Purtroppo non sempre riesco a fare quanto vorrei. Gli impegni di lavoro mi condizionano. Comunque «la cosa più bella è ricevere tutti gli anni gli auguri di Natale dai detenuti mussulmani. Dimostrano di apprezzare la mia religiosità. La rispettano come io rispetto la loro.»
Inoltre, da 13 anni, Mannironi si reca autonomamente in Uganda. La prima volta, nel 1997, era stato nella missione di Kangole. C’era una suora sarda, una scuola e, a 20 Km di distanza, un ospedale. Si era fermato un mese e l’esigenza di tornare non l’aveva mai lasciato. Lui e altri volontari, i primi due anni hanno seguito i bambini. Dal quarto anno hanno messo su una quadra di elettricisti e muratori professionisti dove Mannironi fa il manovale. Intervengono su missioni che cadono a pezzi, scuole, dispensari, e quanto è più urgente fare. Un impegno inderogabile, conciliato con la professione trascorrendo il mese di ferie nella terra che definisce «la mia ancora di salvezza».
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A Nuoro il vento d’Africa soffia ovunque. Nel rione di San Pietro, nella piazza del Rosario, una piccola bottega, ‘Sahel donne’, in un’esposizione permanente promuove i manufatti eseguiti nel paese d’origine dalle donne africane e li vende per loro. Con un gruppo di amiche, lo gestisce Gonaria Selloni, infermiera che da 30anni si reca in Africa, ma vive a Nuoro «Perché -dice- svolgiamo attività, come le adozioni a distanza dei bambini africani di Koupela, che richiedono qui la nostra presenza.» Fanno riferimento alla Caritas della Parrocchia del Rosario che da 10anni sostiene anche un “Centro medico” di gratuita assistenza a bisognosi e anziani, dove si alternano 4 medici e 18 infermiere. Il numero dei pazienti cresce insieme al numero di chi offre iniziative solidali: le assistenti sociali agli anziani, le vincenziane ai poveri, i volontari ai ragazzi con problemi scolastici, l’infermiera Vannina Fois assistendo a domicilio i malati più gravi di Nuoro e circondario. E, tra le associazioni, ‘Saharawi: Pitzinnos de su Mundu [Bambini del Mondo] onlus’, attua progetti di ospitalità e assistenza sanitaria per bambini saharawi con disabilità fisiche e psichiche, in agosto, a Nuoro, nel Centro Ricreativo del monte Orthobene. A Posada (NU) l’Associazione di volontariato Sardo fondata da Grazia Manca, è attiva sia nell’isola sia nel villaggio di Nkuè in Guinea Equatoriale. Mentre a 30chilometri da Nkuè, nel lebbrosario del villaggio di Micomeseng, si recano i volontari di don Giovanni Melis, missionari e missionarie di Fonni, Dorgali, Bitti, Orotelli si dividono tra Madagascar, Repubblica Centrafricana, Mauritania, Kenya, Congo, Zambia.
E c’è anche un medico, Alessandro Murgia, attento alle ripercussioni sulla vita di tutti dei problemi internazionali, dalla globalizzazione agli scambi commerciali ed economici, ai meccanismi dell’impoverimento, alle possibili soluzioni, che partecipa a conferenze, collaborazioni con scuole, corsi di formazione, parrocchie, associazioni, gruppi giovanili, partiti politici e istituzioni, con iniziative sostenute da amici come Padre Mason, fondatore della Cooperativa MCCH in Cile, Gino Strada, cardiochirurgo nei paesi in guerra e fondatore di Emergency, Don Luigi Ciotti, sacerdote fondatore del gruppo Abele, Padre D’Ambra, fondatore dell’Associazione di Dialogo Interreligioso Sinsilah nelle Filippine, e altri. Ma a che titolo se è un oncologo? «Sono presidente di ‘Mondo Amico’ –dice- un’associazione con una storia di volontariato di oltre 30 anni che tratta questi e altri problemi. Sosteniamo ‘Il commercio equo e solidale’. Pensiamo a ciò che c’è da fare piuttosto che a ciò che abbiamo fatto. E non tralasciamo mai l’accoglienza dei poveri e degli immigrati.» Si scopre l’altra faccia di quella Nuoro che il giurista Salvatore Satta (Nuoro 1902-Pisa 1975) chiamava ‘Paese di corvi’ ne ‘Il giorno del giudizio’ (MI 1977). Una maggioranza silenziosa che parla coi fatti. Una rete diffusa con varie interconnessioni, tanto che ha presentata una lista civica per le prossime amministrative del 30-31 maggio. Il candidato sindaco è proprio Alessandro Murgia. Continua: «La lista civica si chiama “Idea Comune” ed è fatta da persone innamorate della politica nel senso più alto del termine. La sua storia è stata quasi una boutade, nel senso che con Stefano Mannironi e altri amici attivi nel volontariato, abbiamo cominciato a ragionare cosa ci sarebbe piaciuto che il Comune facesse per la città. Poi ci siamo detti: “Perché non lo facciamo noi?” È un progetto nel quale crediamo. Molti vengono a trovarci, riprendono a fare politica. Noi ci muoviamo in modo trasversale, offrendo a tutti voce e rispetto. Rifiutando metodi e strumenti che hanno portato la nostra città ad essere vacua e attenta alle poltrone. Noi vogliamo metterci al servizio della gente. Promuovere cultura e lavoro col solo scopo di costruire una città migliore.»

Davvero un fatto imprevedibile! Una presa di posizione importante. Comunque vada, non finirà qui.

Gavina Ciusa
Giugno 2010


FOTO
1. I Garanti dell’Infanzia e dell’Adolescenza a Nuoro, in occasione dell’O8, 25-26 giugno 2009. Da destra: Marvin Bernstein (Canada); Jeanne Milstein (USA); Lucio Strumendo (Italia), Chieko Sakurai (Giappone); Tron Waage (Unicef); Marlene Rupprecht (Germania); Alexei Golovan (Russia); Salvatore Solinas (Nuoro); Patricia Lewsley (UK). Manca la rappresentante francese, dovuta partire improvvisamente.
2. Nuoro. La casa di Grazia Deledda è oggi Museo. Foto d’epoca Archivio Gavina Ciusa, Venezia.
3. Francesco Ciusa, La madre dell’ucciso, gesso, 1906-‘07 e L’anfora sarda, gesso, 1927-’28. Museo Francesco Ciusa,Nuoro. Foto d’epoca Archivio Gavina Ciusa, Venezia.




INDIRIZZI
1.Le informazioni sul G8 dei Garanti dei bambini tenuto a Nuoro dal 25 al 26 giugno 2009, si trovano nel sito http://www.ombudsmanforchildren8.org/site/it-IT/
2.Organismi istituzionali e di volontariato di supporto agli stranieri, Amministrazione Provinciale di Nuoro:
•Assessorato alle Politiche Sociali, Piazza Italia, 22 –08100 Nuoro tel. 0784 238600
•Assessorati ai Servizi Sociali dei Comuni della Provincia di Nuoro
•Ufficio del Lavoro della Provincia di Nuoro – via Catte 106 – 08100 Nuoro
3.Questura di Nuoro, Ufficio immigrazione – Viale Europa, tel. 0784 214111
4.Azienda Sanitaria di Nuoro: Ufficio per le Relazioni col Pubblico, Nuoro, presso Vecchio Ospedale, via Brigata Sassari – tel. 0784 240738
5.ARCI Piazza Vittorio Emanuele – Nuoro, tel. 0784 36 902 (pomeriggio) – email: arcinuoro@tiscali.it
6.Associazione di volontariato “ Dox Dadiè “, Nuoro – presso Parrocchia San Paolo, quartiere Biscollai, tel 333.9396116
7.ASSOCIAZIONE "SAHARAWI: PITZINNOS DE SU MUNDU" ONLUS NUORO, via San Domenico Savio 31 - 08100 Nuoro Email: pitzinnosdesumundu@libero.it
8.Associazione Volontariato Sardo, via E.Lussu 18, 08020 Posada (NU), Tel. 348/0817443 – 0784/854089; http://www.avsposada.com avsposada@tiscali.it
9.Parrocchia di Nostra Signora del Rosario, via Chironi, Nuoro
10.“Sahel donne”, bottega con esposizione permanente di manufatti di donne africane, piazza del Rosario – 08100 Nuoro

BIBLIOTECHE, MUSEI
•BIBLIOTECA "Sebastiano Satta", Piazza Asproni - Nuoro
tel. 0784 244500 - fax 0784 244511
•BIBLIOTECA dell’ ISRE, Istituto Superiore Regionale Etnografico via Papandrea, 6 - Nuoro. Tel 0784/242900
•MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE, Piazza Asproni - Via Mannu 1 - Nuoro tel. 39 0784.31688 –38053
•MUSEO DELEDDIANO CASA NATALE DI GRAZIA DELEDDA Via Deledda, 42 –Nuoro tel. 0784.258088-242900
•MUSEO FRANCESCO CIUSA, Piazza Santa Maria della Neve, Nuoro
•MUSEO DELLA VITA E DELLE TRADIZIONI POPOLARI SARDE, Via Mereu, 56 –Nuoro tel. 0784.257035
•MAN Museo d'Arte di Nuoro - via Sebastiano Satta, 15 –Nuoro

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