Impegno e integrazione. Le sfide di Maiorca | Cristina Artoni
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Cristina Artoni   
Impegno e integrazione. Le sfide di Maiorca | Cristina ArtoniEssere protagonisti in Europa, mantenendo salda la specificità della propria realtà locale. E’ questo l’obiettivo principale del lavoro dell’associazione Arco Latino, fondata nel 2002. Fino al febbraio 2011 la responsabilità di indicare il percorso è nelle mani di Maiorca, anche se le decisioni poi sono assunte a livello collegiale.

La Presidentessa del Consiglio Insulare di Maiorca, Francina Armengol a capo dell’associazione, sottolinea le tappe del proprio incarico: “Dal Consiglio de Maiorca, che ricopre la presidenza di Arco Latino per due anni, lavoriamo per incentivare il dialogo e il confronto tra le società civili delle due sponde del Mediterraneo. Con un comitato di esperti dei diversi Paesi mediterranei, proponiamo differenti attività e temi di dibattito che ci permettano un avvicinamento alla realtà composita della nostra area geografica. Inoltre, con una delle commissioni tematiche di Arco Latino, quella sulla coesione sociale, ci occupiamo in forma trasversale della problematica dell’emigrazione, della diversità culturale e dello sviluppo della convivenza a partire dai diritti democratici”.

A Maiorca l’associazione Arco Latino ha concentrato gli interventi in alcune zone dove sostenere progetti di sviluppo, per stimolare l’economia rispettando però la tradizione.
Uno di questi angoli è una delle aree più affascinanti dell’isola. Si tratta della Sierra Tramontana, che si trova nel nord est e prende il nome dal vento che spira da questa direzione. E’ una delle “comarcas” spagnole, le antiche suddivisioni territoriali che comprendono diversi comuni di una medesima provincia.
In origine il termine aveva il significato di "spazio di confine", mentre in seguito è utilizzato per indicare una ridotta estensione di territorio considerata unitaria in senso storico o geografico.
“La Sierra Tramontana - spiega Josep Valero González, Segretario Tecnico di Cooperazione Locale – è un complesso di oltre una ventina di municipi dove si è sviluppato un tipo di turismo non di massa. L’economia della zona è basata su pesca, agricoltura e settore artigianale. E’ una realtà rimasta più legata alle tradizioni, ma che ha la necessità di essere tutelata e sostenuta per mantenere la propria natura. Arco Latino promuove quindi i collegamenti possibili tra le esperienze della Sierra Tramontana con il resto delle realtà del Mediterraneo”.
Uno dei progetti più importanti della regione si occupa di promuovere l’artigianato della “pedra en sec”. Si tratta dell’antica tecnica per la costruzione di abitazioni, terrazzamenti e dei percorsi con strutture pressate, senza cemento.
“Il nostro supporto – precisa Josep Valero González – è mettere in relazione la realtà di Maiorca con le altre già esistenti nell’area del Mediterraneo, come nel sud della Francia, in Corsica e in Sardegna. L’importante è valorizzare il settore di modo che diventi sempre più un luogo di richiamo ma nel rispetto dell’ecosistema. Al tempo stesso nella Sierra Tramontana mettiamo in relazione cooperative che producono olio o marmellate secondo la tradizione e che possono appoggiarsi ad esperienze che già esistono nel resto della regione mediterranea”.
La Sierra Tramontana è attraversata da due sentieri costruiti secondo la tecnica della “pedra en sec”. Sono la “Ruta de la Piedra en Seco” e la “Ruta Artà-Lluc”, dove è possibile anche trovare alloggio nei rifugi di recente ristrutturazione.(1)

La Sierra Tramontana di Maiorca è stata ufficialmente candidata dalla Spagna a diventare patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. Arco Latino, in collaborazione con le istituzioni locali, ha messo in relazione per uno scambio di esperienze alcuni partner dell’associazione, come i comuni italiani delle Cinque Terre(2) e di Salerno(3), che in passato avevano ottenuto il riconoscimento dell’organizzazione internazionale.
L’impegno per la salvaguardia del territorio e delle cultura locale è presa anche a cuore dalle molte associazioni attive nell’isola, come Attac Mallorca(4), una delle prime a nascere a seguito del movimento no-global. “Un gran numero di persone, di diversa entità – spiega Maria, una delle attiviste – ha aderito all’associazione per dedicarsi alla difesa del servizio pubblico, per la protezione del nostro territorio e della nostra cultura. Siamo passati all’azione per manifestare anche la nostra indignazione nei confronti dei casi di corruzione in cui è coinvolta la nostra classe politica e per questo abbiamo redatto una piattaforma per la democrazia”.
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Ma per Attac Mallorca la chiave per superare la delusione è rappresentata dalla partecipazione diretta dei cittadini, soprattutto in una delle realtà spagnole più colpite dalla speculazione edilizia. Oltre ad Attac, il lavoro di monitoraggio e opposizione viene compiuto dal Gruppo Baleare d’Ortinologia e difesa dell’Ambiente (GOB)(5). “Stiamo lottando con la campagna Mallorca al limit contro le ruspe e il cemento portati dai nuovi progetti edilizi – spiega Pau – che fanno dell’isola una fabbrica per il turismo”. L’aeroporto di Palma, dalla quale transitano fino a 20 milioni di turisti l’anno, sta per essere ampliato per una capacità di oltre 30 milioni. Contemporaneamente i progetti di edificazione proseguono in modo incessante: “I casi scandalosi sono moltissimi - prosegue Pau – dalla riserva di Albufereta, che possiamo ormai definire ben più che minacciata. Si trova nel nord dell’isola, dove sono in costruzione a catena dei complessi abitativi. Stessa situazione per Cala Llamp, per Calò de’en Rafalinos, per Can Botana, tutte località lungo la costa colpite dalla speculazione selvaggia”.
Impegno e integrazione. Le sfide di Maiorca | Cristina ArtoniMa mentre l’isola è sicuramente coinvolta in una profonda trasformazione paesaggistica preoccupante, dall’altro lato nascono nuove comunità con i “nuovi cittadini”. Anche in questo ambito emerge l’attivismo della società di Maiorca, dove ogni comunità viene rappresentata da almeno un’associazione. Molte organizzazioni sono legate al Consiglio di Maiorca(6): “Fino a questo momento – precisa Miquel Rosselò del Rosal, di Arco Latino e vicepresidente del dipartimento di Cooperazione del Consiglio di Maiorca – siamo stati risparmiati da reali problemi di razzismo. Ci sono stati solo casi di tensione soprattutto tra le comunità magrebina e subsahariana causate soprattutto dalla crisi finanziaria. La carenza di lavoro ha creato frizioni che però sono rientrate velocemente”.
L’impegno per smussare le tensioni è portato avanti anche dalle decine di associazioni che realizzano un lavoro sul campo a favore dell’integrazione, come l’Associazione amici del Popolo Saharawi(7) . “Per noi arrivare alle Baleari – racconta Mohammed, rifugiato dei campi profughi algerini – è avere l’opportunità ad una seconda vita. Per i miei figli, piccoli, di 5 e 8 anni è tutto nuovo”.
Parte dell’immigrazione dal sud del Mediterraneo risale all’ultimo decennio, come conferma la Presidentessa Armengol: “La nostra società è composta da un’immigrazione comunitaria ed extracomunitaria piuttosto recente. Noi, insieme anche ad Arco Latino, cerchiamo di incentivare la partecipazione dei cittadini delle diverse comunità alle feste popolari dell’isola e alle diverse attività collettive. Come istituzioni vorremmo che ci fosse maggior interesse da parte dei cittadini sulle questioni pubbliche e combattere l’alto grado di astensione che c’è al giorno d’oggi nella partecipazione alla politica. Ma questa situazione non è legata a problemi religiosi o culturali, ma più in generale alla disillusione della popolazione nei confronti delle istituzioni e organizzazioni cittadine”.

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1) - Tutte le informazioni su www.conselldemallorca.net
2) - Nel 1997, su istanza della provincia della Spezia, le Cinque Terre, insieme a Porto Venere ed alle isole Palmaria, Tino e Tinetto, sono state inserite tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
3) - La costiera Amalfitana è patrimonio dell’UNESCO
4) - www.attacmallorca.es/
5) - www.gobmallorca.com/
6) - www.conselldemallorca.net/
7) - Asociacion de Amigos del Pueblo Saharauì de las Islas Baleares, Plaça de l’Hospital, 4 Palma de Mallorca.


Cristina Artoni
Giugno 2010


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